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CAVALESE . Nel parterre d’arrivo c’è tanta confusione, baci e abbracci. Il più festeggiato è Tao Quemere: «È una gara tosta, ma è dura per tutti. Oggi c’erano le condizioni perfette: neve veloce, soffice ma non troppo. Avevo partecipato anche l’anno scorso e avevo fatto una bella gara, quindi quest’anno speravo di salire sul podio».
Chi invece ha il feeling col microfono è Antonella Confortola: «La salita al Cermis è sempre dura. Quest’anno non ho potuto prepararla come al solito. Scio, cercando di conciliare la mia grande passione col lavoro, ma non ho fatto né allenamenti veloci né gare e si sentiva. Ho recuperato in salita sulla russa Zernova, nello stadio di Lago era molto più avanti di me. Sono partita con mio marito Jonathan, ma poi ho cercato di staccarlo perché avevo paura che in salita mi battesse. L’ho salutato all’uscita dallo stadio».
Prende fiato il campione di corsa in montagna Jonathan Wyatt: «È stato bello, anche se quando è molto ripido ho paura di scivolare indietro. Non sono uno sciatore e questa comunque è una gara particolare anche per chi è abituato con gli sci. Era la prima volta ed è stato emozionante fare lo stesso percorso dei campioni. È una salita impegnativa e molto faticosa, anche per me che di salite ne scalo tante. Il fiato c’è, ma i muscoli coinvolti sono diversi. Questa mattina con Antonella abbiamo riso un po’. Lei ha la testa da atleta, era tranquilla. Io sono andato piano».
Al traguardo anche Juerg Capol, l’inventore del Tour: «Bella esperienza. La salita è bella, ma impegnativa. È molto lunga, non è una questione di tecnica: è faticosa per tutti. Credo non si possa davvero allenarsi per questa gara e l’ho provata tante volte! Qualche anno fa avevo pensato di aver esagerato, ma ormai il ‘danno’ è fatto e non credo che si possa più cambiare il calendario del Tour de Ski. Questo è un modo alternativo di vedere lo sci di fondo, qualcosa di diverso dalla velocità. Ci sono tanti appassionati anche dall’estero che vengono ogni anno apposta per vedere questa tappa. Piace e va bene così».
Chi invece ha il feeling col microfono è Antonella Confortola: «La salita al Cermis è sempre dura. Quest’anno non ho potuto prepararla come al solito. Scio, cercando di conciliare la mia grande passione col lavoro, ma non ho fatto né allenamenti veloci né gare e si sentiva. Ho recuperato in salita sulla russa Zernova, nello stadio di Lago era molto più avanti di me. Sono partita con mio marito Jonathan, ma poi ho cercato di staccarlo perché avevo paura che in salita mi battesse. L’ho salutato all’uscita dallo stadio».
Prende fiato il campione di corsa in montagna Jonathan Wyatt: «È stato bello, anche se quando è molto ripido ho paura di scivolare indietro. Non sono uno sciatore e questa comunque è una gara particolare anche per chi è abituato con gli sci. Era la prima volta ed è stato emozionante fare lo stesso percorso dei campioni. È una salita impegnativa e molto faticosa, anche per me che di salite ne scalo tante. Il fiato c’è, ma i muscoli coinvolti sono diversi. Questa mattina con Antonella abbiamo riso un po’. Lei ha la testa da atleta, era tranquilla. Io sono andato piano».
Al traguardo anche Juerg Capol, l’inventore del Tour: «Bella esperienza. La salita è bella, ma impegnativa. È molto lunga, non è una questione di tecnica: è faticosa per tutti. Credo non si possa davvero allenarsi per questa gara e l’ho provata tante volte! Qualche anno fa avevo pensato di aver esagerato, ma ormai il ‘danno’ è fatto e non credo che si possa più cambiare il calendario del Tour de Ski. Questo è un modo alternativo di vedere lo sci di fondo, qualcosa di diverso dalla velocità. Ci sono tanti appassionati anche dall’estero che vengono ogni anno apposta per vedere questa tappa. Piace e va bene così».


