Losanna. Atleti che non sono saliti sul podio, pugni alzati durante le premiazioni in segno di protesta, atleti che si sono inginocchiati inscenando teatrini o altre dimostrazioni di chiaro stampo polemico: il movimento olimpico ha detto basta e ora è corso ai ripari con una regola precisa.

«I Giochi olimpici non devono mai essere un palcoscenico per avanzare fini politici o divisione politica». A dirlo è stato Thomas Bach, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, in occasione della 135esima Sessione del CIO di Losanna.

Le linee guida sono regolare dall’articolo 50 della Commissione Atleti del CIO che indica dimostrazioni di protesta anche, “mostrare qualsiasi messaggio politico, compresi segnali o bracciali”, “gesti di natura politica, come un gesto della mano o in ginocchio” e “rifiuto di seguire il protocollo delle cerimonie”. Insomma, in qualsiasi luogo o area olimpica sono bandite “dimostrazioni politiche, propaganda religiosa o razziale”, ovvero cerimonie di premiazione, siti di gara e Villaggio Olimpico.

Se un atleta o un partecipante infrangerà la Regola 50 e la Carta Olimpica ogni violazione sarà valutata dal rispettivo Comitato Olimpico Nazionale, dalla Federazione Internazionale e dal CIO con azioni disciplinari che saranno valutate caso per caso.

«Il nostro modello di solidarietà non è in vendita - ha aggiunto Bach -. Ai Giochi olimpici tutte le persone sono uguali».

Membro CIO per 38 anni, Franco Carraro ha lasciato per raggiunti limiti di età (80 anni) il massimo organo sportivo internazionale. È diventato membro CIO, facendo così tornare il calcio mondiale nella famiglia olimpica dopo quattro anni e mezzo, il presidente della Fifa, Gianni Infantino. MAR