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BOLZANO. Novak Djokovic torna sul caso Clostebol legato a Jannik Sinner e, in un passaggio dell’intervista al programma web “Piers Morgan Uncensored", ripresa dalla Gazzetta dello Sport, sostiene che “la questione doping resterà una nuvola sulla sua carriera”, così come – dice – “la nuvola del Covid seguirà me per tutta la vita”. Con questo paragone, Nole sostiene che, come lui non potrà mai liberarsi delle polemiche per il rifiuto del vaccino e per l’espulsione dall’Australian Open 2022, allo stesso modo Sinner dovrà convivere con l’ombra del doping, anche se il caso è stato chiuso.
In passato, quando la positività di Sinner era emersa, Djokovic non si era concentrato sulla responsabilità dell’azzurro, ma aveva attaccato la gestione dei casi da parte delle autorità antidoping. Aveva parlato di “mancanza di protocolli chiari”, “incoerenza”, “troppi ritardi” e denunciato che molti giocatori aspettavano da mesi, se non da un anno, la conclusione dei procedimenti. Aveva anche sollevato il tema del “favoritismo”, sostenendo che in certi casi l’esito possa essere influenzato dall’accesso a legali e risorse migliori. L’Itia, dal canto suo, ha sempre ribadito che nel caso Sinner sono state seguite alla lettera le procedure previste dal codice Wada.


