TRENTO. Domani (partenza alle 7.50 per le donne, alle 8 per gli uomini), la 45esima edizione della Marcialonga. Al via saranno in 7.500, ma sul nome del vincitore ci sono pochi dubbi: il poker di Tord Asle Gjerdalen è più che nell’aria. E anche tra le donne dovrebbe essere ancora un discorso tra Britta Johansson Norgren e Katerina Smutna. E gli italiani? Non ne vinciamo una dal 2000 (Valbusa), poi si tornò alla tecnica classica e cominciò il dominio scandinavo, destinato appunto a perpetuarsi anche quest’anno. Parola di Bruno Debertolis (Team Trentino Robinson Trainer), l’ultimo a tenere botta nella scia dei fratelli Aukland, di Jerry Ahrlin e Stanisalv Rezak, ma da qualche anno scivolato fuori dalla top ten. Proprio Debertolis sta ultimando la fase di preparazione, in vista di una gara su una neve che presumibilmente varierà di consistenza in corso d’opera, ed è speranzoso in quattro piazzamenti italiani tra i primi trenta, forse uno tra i primi dieci. Il motivo per cui gli obiettivi sembrano essere così miseri? Perché gli atleti scandinavi, i veri protagonisti della marcialonga, sono dei veri e propri professionisti, che si allenano a tempo pieno e giorno per giorno crescono i giovani del movimento.