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Bolzano. Due punti persi o uno guadagnato? Non è un dubbio amletico ma un interrogativo legittimo che campeggia a Maso Ronco, dopo il pareggio conquistato in rimonta dall’Alto Adige in terra romagnola. Una ics che, nella seconda parte della ripresa, sarebbe potuta mutare in un bel 2, ovvero in una vittoria in trasferta per Cucchietti e compagni.
L’interrogativo si presta a rimanere irrisolto, nel senso che nonostante le due-tre occasioni da rete create dall’Alto Adige, sul piatto della bilancia pesano anche alcune disattenzioni che, anche in questo caso, hanno contributo, e tanto, sulla costruzione del verdetto finale. Il pareggio di Rimini dev’essere considerato, a nostro avviso, come un passaggio importante ed anche positivo nel percorso della compagine di mister Zanetti. Capitan Tait e compagni sono riusciti a strappare un punto pesante ad una compagine che, come si è visto, ha duellato ad armi pari con i biancorossi, facendo valere, in alcuni frangenti di gara, anche la pericolosità degli elementi d’esperienza. Condividiamo l’analisi del mister bergamasco che ha didascalizzato il verdetto di Rimini come il risultato più giusto.
Nell’economia del “dare ed avere” le situazioni si sono praticamente equivalse e compensate, e se quelle due palle gol finali di Casiraghi e Morosini avessero trovato una migliore finalizzazione, di certo non saremmo qui a parlare di trionfo ma, sicuramente, di una vittoria conquistata con la forza del carattere e della determinazione. Nel computo del dare ed avere, c’è però qualche valore da sottolineare con la matita rossa. Il primo riguarda ancora la fase difensiva dove, è successo anche domenica a Rimini, si continua a prendere gol nei momenti di “apnea calcistica”. Senza colpevolizzare nessuno, ma riteniamo che la palla capitata sui piedi di Gerardi è rimasta “viva” per troppo tempo, mentre avrebbe meritato d’essere silenziata al suo primo respiro. Il secondo aspetto riguarda la fase offensiva, ovvero chi è deputato a segnare i gol. Al momento la responsabilità è tutta sulle spalle dell’uomo ovunque Morosini.
“Finche tira le punizioni e calcia i rigori…i gol dipenderanno anche da lui”. Il pensiero di mister Vecchi non fa una piega, però è giusto anche sottolineare che la casella dei gol segnati dovrebbe cominciare ad essere alimentata dai veri frombolieri del settore d’attacco biancorosso.
Tra le note positive del match di domenica, non possiamo esimerci dall’affrontare il capitolo Simone Davi.
Diciamo la verità, il suo arrivo nello spogliatoio biancorosso è stato caldeggiato insistentemente dal Ds Bravo che, già nella passata stagione, aveva cominciato a coccolare l’idea di trasferire nello scacchiere altoatesino le qualità del terzino bolzanino. Intenzioni, quelle del Ds romagnolo, che, ai quei tempi, furono “ceralaccate” dal giudizio positivo di mister Zanetti che era rimasto colpito dall’intraprendenza e dalle caratteristiche di cavallo pazzo, in occasione di un’amichevole disputata tra l’Alto Adige e la Virtus Bolzano. Il matrimonio tra Davi e la società del presidente Baumgartner è stato ufficializzato solo dopo che anche mister Vecchi avesse valutato “de visu” la certificazione di qualità appesa al collo di Davi.
Il ragazzo ha esordito a Rimini, giocando l’intera gara e proponendosi tra gli elementi maggiormente incisivi ed in palla della formazione biancorossa. Questo vuol dire, così com’era nelle previsioni della vigilia, che “cavallo pazzo” è l’alternativa naturale a “Kawasaki” al secolo Alessandro Fabbri.
Da domenica prossima, con ogni probabilità, Simone Davi tornerà ad occupare il suo posto in panchina, pronto comunque a tornare in gioco ad ogni evenienza. L’ultima annotazione positiva, ma non per ordine di importanza, riguarda il portiere Cucchietti. Siamo i primi a cospargerci il capo di cenere, facendo mea culpa. La giovane età del ragazzo scuola Torino (classe ’98) aveva tratto in inganno, nel senso che in un campionato così competitivo come quello del girone B, le “fresche” qualità del portiere avrebbero potuto subire qualche ridimensionamento. Nulla di tutto questo si è verificato, anzi, al contrario, in queste prime cinque sfide pesanti della stagioni (due di coppa e tre di campionato) Cucchietti ha dimostrato di essere un pipelet di qualità ed all’altezza della situazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’interrogativo si presta a rimanere irrisolto, nel senso che nonostante le due-tre occasioni da rete create dall’Alto Adige, sul piatto della bilancia pesano anche alcune disattenzioni che, anche in questo caso, hanno contributo, e tanto, sulla costruzione del verdetto finale. Il pareggio di Rimini dev’essere considerato, a nostro avviso, come un passaggio importante ed anche positivo nel percorso della compagine di mister Zanetti. Capitan Tait e compagni sono riusciti a strappare un punto pesante ad una compagine che, come si è visto, ha duellato ad armi pari con i biancorossi, facendo valere, in alcuni frangenti di gara, anche la pericolosità degli elementi d’esperienza. Condividiamo l’analisi del mister bergamasco che ha didascalizzato il verdetto di Rimini come il risultato più giusto.
Nell’economia del “dare ed avere” le situazioni si sono praticamente equivalse e compensate, e se quelle due palle gol finali di Casiraghi e Morosini avessero trovato una migliore finalizzazione, di certo non saremmo qui a parlare di trionfo ma, sicuramente, di una vittoria conquistata con la forza del carattere e della determinazione. Nel computo del dare ed avere, c’è però qualche valore da sottolineare con la matita rossa. Il primo riguarda ancora la fase difensiva dove, è successo anche domenica a Rimini, si continua a prendere gol nei momenti di “apnea calcistica”. Senza colpevolizzare nessuno, ma riteniamo che la palla capitata sui piedi di Gerardi è rimasta “viva” per troppo tempo, mentre avrebbe meritato d’essere silenziata al suo primo respiro. Il secondo aspetto riguarda la fase offensiva, ovvero chi è deputato a segnare i gol. Al momento la responsabilità è tutta sulle spalle dell’uomo ovunque Morosini.
“Finche tira le punizioni e calcia i rigori…i gol dipenderanno anche da lui”. Il pensiero di mister Vecchi non fa una piega, però è giusto anche sottolineare che la casella dei gol segnati dovrebbe cominciare ad essere alimentata dai veri frombolieri del settore d’attacco biancorosso.
Tra le note positive del match di domenica, non possiamo esimerci dall’affrontare il capitolo Simone Davi.
Diciamo la verità, il suo arrivo nello spogliatoio biancorosso è stato caldeggiato insistentemente dal Ds Bravo che, già nella passata stagione, aveva cominciato a coccolare l’idea di trasferire nello scacchiere altoatesino le qualità del terzino bolzanino. Intenzioni, quelle del Ds romagnolo, che, ai quei tempi, furono “ceralaccate” dal giudizio positivo di mister Zanetti che era rimasto colpito dall’intraprendenza e dalle caratteristiche di cavallo pazzo, in occasione di un’amichevole disputata tra l’Alto Adige e la Virtus Bolzano. Il matrimonio tra Davi e la società del presidente Baumgartner è stato ufficializzato solo dopo che anche mister Vecchi avesse valutato “de visu” la certificazione di qualità appesa al collo di Davi.
Il ragazzo ha esordito a Rimini, giocando l’intera gara e proponendosi tra gli elementi maggiormente incisivi ed in palla della formazione biancorossa. Questo vuol dire, così com’era nelle previsioni della vigilia, che “cavallo pazzo” è l’alternativa naturale a “Kawasaki” al secolo Alessandro Fabbri.
Da domenica prossima, con ogni probabilità, Simone Davi tornerà ad occupare il suo posto in panchina, pronto comunque a tornare in gioco ad ogni evenienza. L’ultima annotazione positiva, ma non per ordine di importanza, riguarda il portiere Cucchietti. Siamo i primi a cospargerci il capo di cenere, facendo mea culpa. La giovane età del ragazzo scuola Torino (classe ’98) aveva tratto in inganno, nel senso che in un campionato così competitivo come quello del girone B, le “fresche” qualità del portiere avrebbero potuto subire qualche ridimensionamento. Nulla di tutto questo si è verificato, anzi, al contrario, in queste prime cinque sfide pesanti della stagioni (due di coppa e tre di campionato) Cucchietti ha dimostrato di essere un pipelet di qualità ed all’altezza della situazione.
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