BOLZANO. Il parcheggio davanti al Palaonda non ha propriamente lo stesso fascino di piazza San Pietro, ma nel piccolo mondo dell'hockey su ghiaccio made in Bolzano l'attesa è la stessa. Fumata bianca o fumata nera? Per il momento l'unico colore uscito dal camino di via Galvani è stato il grigio, secondo molti un modo per prendere tempo e mettere la Ebel sotto pressione costringendola a "mollare" sulla questione dei diritti tv. Sta di fatto che ora i mezzi che raccolgono le squadre finite "fuori tempo massimo", è davvero alle calcagna. Ed occorre sbrigarsi. La fatidica ora X, il momento in cui l'Hockey Club Bolzano comunicherà il suo futuro, dovrebbe scattare domani attorno a mezzogiorno. Usiamo il condizionale perchè i rinvii sono stati il minimo comune denominatore di tutta la telenovela estiva, e dunque non ci sentiamo di escludere davvero nulla a tal proposito.

L'amministratore delegato Dieter Knoll, in queste ultime ore, è a caccia delle conferme provenienti sia dagli sponsor, sia dalla Ebel (sulla redistribuzione degli introiti provenienti dai diritti tv), prima di dare il definitivo via libera, ma non è prevista alcuna riunione straordinaria del direttivo biancorosso. I vertici della società si sono visti lunedì sera per fare il punto della situazione, ma di fatto hanno rimesso tutto nelle mani del plenipotenziario dirigente dei Foxes: colui che, tra luci e ombre, ha tenuto in piedi l'hockey su ghiaccio bolzanino negli ultimi 15 anni. Nel frattempo emerge che, in caso di forfait della formazione altoatesina, la Ebel prenderebbe il via con 11 squadre, mentre il posto in Champions League potrebbe essere assegnato al Klagenfurt. Questo, però, è lo scenario peggiore possibile: quello che i tifosi biancorossi sperano di evitare.