BOLZANO. Sport veloce, fisico, con la rissa sempre in agguato. Già, ma se questo è l’hockey, cos’è allora quel che si vede ogni lunedì sera al Palaonda? Pattinate ben entro i limiti di velocità, stecche che non fanno male al puck e cariche da gentiluomini in balaustra: l’hockey targato Vecchie Glorie è questo. «Ma - assicura Giovanni Podini - la voglia di vincere in tutti è rimasta quella dei bei tempi».

Giovanni Podini? Già, c’è anche l’imprenditore bolzanino, ex nazionale di pallamano, nel gruppo di 20 elementi protagonisti ogni lunedì della sfida fra bianchi e rossi. Che nessuno vuole perdere. «Ma poi alla fine la spuntano sempre i rossi» afferma Robert Oberrauch (e indovinate un po’ lui con chi gioca?). Contattato quattro anni fa proprio dall’ex capitano del Bolzano per “fare numero”, Podini ha imparato in fretta e furia a pattinare. Ora gioca in linea nientemeno che con Martin Pavlu e Marco Ianeselli.

E come va? «Diciamo che sopportano e supportano bene le mie lacune tecniche». E che idea s’è fatto di queste Vecchie Glorie? «Un gran bel gruppo, davvero unito. Il loro entusiasmo mi ha contagiato. Pensi che pur di non mancare il lunedì sera sposto anche i miei impegni. Sono due ore davvero rigeneranti».

La tradizione delle Vecchie Glorie dell’hockey bolzanino risale ancora al 1995. Il progetto dell’allora team manager del Bolzano Ron Chipperfield venne subito sposato. «E continua ancora oggi - afferma Robert Oberrauch, uno che per 40 anni ha mangiato pane e hockey - Si era amici dentro e fuori dal ghiaccio, ecco perchè siamo ancora qua».

Alderucci, Giacomin, Ianeselli, Rolly Benvenuti, Hubert Gassser, Pavlu e Oberrauch sono lo zoccolo duro di questo gruppo che non ha alcuna intenzione di appendere del tutto i pattini al chiodo. Manca solo il mitico Pasqualotto. «Ma se la schiena glielo permettesse, Gino ci sarebbe, eccome» chiosa Oberrauch. Che aggiunge: «Smettere? E perchè mai? Io per esempio gioco assieme al padre di Alex Egger, attuale capitano del Bolzano, che ha 70 anni».

Il clou della serata è il “partitone”. Bianchi contro rossi, nessuno vuole perdere, gli sfottò si sprecano. Prima regola, ferrea: niente gioco duro, il giorno dopo c’è da lavorare. Seconda regola, ancor più rigida: si va avanti finchè non vincono quelli in maglia rossa, capitanati (poteva essere altrimenti?) dallo stesso Oberrauch.

Non tutti soffrono in egual misura la carta d’identità. Martin Pavlu, per esempio, è ancora elegante come ai bei tempi. Il “Cigno” non ha un chilo di troppo, cinquantenne in splendida forma. «Ma una volta la velocità di esecuzione era tripla» ammette con una vena di amarezza. E confessa: «Purtroppo temo che questa bella tradizione andrà ad esaurirsi. Le società stanno lavorando troppo poco sui vivai, in prima squadra approdano troppo pochi ragazzi del posto e quindi verrà a mancare il ricambio di giocatori locali».

Più ottimista invece Oberrauch: «Il Bolzano attuale ha un capitano, Alex Egger, che oltre ad essere un ottimo giocatore sa anche fare gruppo. Grazie a lui, quando smetterà, le Vecchie Glorie non moriranno».

Impossibile non spendere due parole sul Bolzano attuale con due “bandiere” quali Martin e Robert. Bolzano che si appresta in questo fine settimana all’avventura in Continental Cup. Pavlu: «La vedo dura». Oberrauch: «Senza Hjalmarsson il Bolzano ha perso tantissimo. Un campione che sapeva far tirare fuori da tutti quel qualcosa in più che serve nei momenti difficili. L’ho visto giocare e l’ho visto allenarsi: come personalità ho rivisto Jagr». E sul caso Nylander: «Incredibile ma vero, stavolta mi trovo in perfetta sintonia col presidente Knoll. Ha fatto non bene ma benissimo a scaricarlo. Di giocatori così capricciosi il Bolzano non ha bisogno. Eppoi, intendiamoci: in passato sono arrivati giocatori anche più bravi di lui che non hanno fatto tutte quelle sceneggiate».

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