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BOLZANO. Si inizia a fare sul serio. O quasi. Archiviata la campagna d’Asia con due vittorie buone per morale e classifica contro Corea del Sud e Giappone, l’Italia dell’hockey si rituffa nella corsa alla promozione affrontando oggi pomeriggio alle 16.30 (diretta SportItalia 2) la Gran Bretagna.
Si tratta del terzo step per gli azzurri in vista delle due sfide decisive di venerdì e sabato contro Ungheria e Kazakhstan. Basterà vincerne una delle due, o più probabilmente basterà non perdere entro i 60’ regolamentari contro i padroni di casa, per staccare il biglietto per Minsk 2014. Già, perché lunedi sera i magiari si sono complicati la vita: da 4-1 a 4-4 contro la modesta Corea, e clamorosa sconfitta ai tiri di rigore di fronte ai 7.500 spettatori della SportArena. Se questa sera il Kazahstan batterà l’Ungheria nello scontro diretto, e se l’Italia ovviamente superasse la Gran Bretagna nel pomeriggio, agli azzurri basterebbe un solo punto venerdì contro i magiari per essere già certi della promozione con un turno di anticipo.
«Non mi aspettavo la vittoria della Corea del Sud – sottolinea capitan Alex Egger - è stata una bella sorpresa, ma per noi cambia poco. Dobbiamo battere la Gran Bretagna e continuare nel nostro percorso: ogni partita ha la sua storia, non vogliamo vivere delle disgrazie altrui». Se parlassimo dei sudditi di Sua Maestà Elisabetta II come di uno squadrone da far tremare i polsi scriveremmo una bugia, ma la formazione di coach Tony Hand, leggenda vivente dell’hockey d’Oltremanica, è comunque un avversario da affrontare con le dovute precauzioni. «Si tratta di una partita fondamentale – prosegue Egger – loro sono una discreta squadra, ma noi dobbiamo giocare come sappiamo e portare a casa il risultato». Per non correre rischi servirà l’Italia vista nei primi due tempi della sfida contro il Giappone, e servirà anche sfruttare in maniera migliore le occasioni in superiorità numerica: il power-play, infatti, resta un fondamentale su cui Tom Pokel deve ancora trovare la quadratura del cerchio, visto che nelle prime due sfide del torneo di Budapest, contro i modesti coreani e i giapponesi, sono state trasformate appena 2 delle 13 opportunità con l’uomo in più. Nella Gran Bretagna militano due vecchie conoscenze del campionato italiano: si tratta degli attaccanti David Clarke (ex Alleghe) e Ashley Tait (ex Renon).
Entrambi, a dire la verità, non hanno lasciato ricordi indelebili alle nostre latitudini.
L’ultimo incrocio fra Italia e Gran Bretagna è datato 2009: a Torun gli azzurri si imposero 5-2 con reti di Johnson, Marchetti, Iori, Margoni e Iannone. Per quanto riguarda la sfida di oggi pomeriggio, resta da risolvere il dubbio legato alla presenza dell’acciaccato Scandella.


