BOLZANO. Bruno Cappello è il quinto presidente del comitato altoatesino della Federazione Italiana di Atletica Leggera. L’ex insegnante di educazione fisica di Bressanone, nonché responsabile nazionale del settore prove multiple, è stato eletto dai delegati delle società riunitisi ieri pomeriggio a Bolzano in occasione delle elezioni.

Già fiduciario tecnico provinciale, Cappello ha portato in azzurro diversi atleti (la più famosa sicuramente Deborah Feltrin) ma soprattutto è uno dei padri del “Brixia Meeting” e direttore di gara dei grandi eventi svoltisi ai piedi della Plose (dagli Italiani assoluti alle Coppe Europa di prove multiple).

Il neo presidente, che proviene dall’area tecnica, punterà molto sulla formazione di nuovi tecnici e sul costante aggiornamento di quelli esistenti ma ha anche annunciato la battaglia al fine della realizzazione di un nuovo campo dedicato all’atletica leggera a Bolzano.

Presidente Cappello, in che stato si trova l’atletica altoatesina?

«Diciamo che gode di buona salute. Non si può nascondere che c’è, però, una crisi strutturale - come del resto a livello italiano - sulla quale bisogna lavorare».

Cosa intente per ‘crisi’?

«Ad una crisi economica molto profonda, va aggiunta quella di mancanza di valori. L’atletica vera comincia a partire dalla categoria allievi. I settori dall’under 18 a quello senior sono stati un po’ abbandonati. Il circuito Grand Prix ha sicuramente registrato una buona partecipazione ma è anche diventato un punto di debolezza perché tutta l’attività agonistica provinciale si è focalizzata su questa manifestazione, da esordienti a cadetti».

Quali obiettivi si è prefissato?

«Sono tre gli obiettivi del mio programma. Far rinascere l’atletica dalla categoria junior a senior, ritornare a parlare con l’ente scolastico e la realizzazione di un campo a Bolzano. Parto proprio da quest’ultimo punto sul quale farò una battaglia. Non è ammissibile che un capoluogo di provincia come Bolzano non abbia una struttura dedicata all’atletica. Secondo punto. Il settore assoluto (da junior, ndr) non è solo dei big ma anche di chi è meno bravo. Già a partire dal 2013 mi batterò affinché in Alto Adige ritorni un Campionato regionale individuale o di società assoluto fatto che non accade da parecchi anni. A scuola non si curano più le basi dello sport, correre, saltare e lanciare. Va assolutamente ripreso un discorso con la scuola anche perché non ci sono più insegnanti di educazione fisica che fanno atletica leggera. Ma c’è un quarto punto».

Quale?

«La formazione di nuovi tecnici ed il costante aggiornamento di quelli esistenti. Vanno proposte nuove metodologie per invogliare i giovani ad avvicinarsi a quella che è resta la regina di tutti gli sport».

Gli atleti di punta dell’Alto Adige sono ormai in fase calante, volti nuovi all’orizzonte da fornire alle nazionali azzurre?

«Il cambio generazionale è prossimo. Ci sono nuovi nomi, ma bisogna lasciarli crescere e non avere fretta, il rischio di bruciarli altrimenti è concreto».

Bruno Cappello succede alla guida del comitato provinciale - istituito nel 1991 a seguito della scissione del comitato regionale Trentino Alto Adige imposta dal Coni - ad Armin Bonamico.

Nella storia della Fidal Alto Adige, dopo un breve periodo nel 1991 sotto la guida del commissario straordinario Luigi Spagnolli (attuale sindaco di Bolzano), il primo presidente eletto fu nel 1992 il caldarese Paul Sparer, quindi nel 1993 Walter Franko di Lana (costretto a dimettersi dopo pochi mesi), il brissinese Stefano Andreatta (1994 al 2005) ed il sarentinese Armin Bonamico (2005- 2012).

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