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Caldaro. Il Triathlon di Caldaro è uno dei più qualificati fiori all’occhiello dello sport altoatesino.
Ha 31 anni e non li dimostra proprio, anzi, di edizione in edizione si rinvigorisce. Quella del 2019, andata in scena sabato, ha registrato i sigilli di Luca Facchinetti, atleta abituato ad occupare i gradini più alti del podio ed uno degli italiani più qualificati, e dell’ungherese Klaudia Sebok, entrambi favoritissimi della vigilia.
Distanze olimpiche.
La gara di Caldaro piace e non lo documenta solo l’elevato numero di iscritti, quasi 500, ma pure l’apprezzamento di tecnici, atleti élite e semplici amatori. È un triathlon “olimpico”, vale a dire sulle distanze di 1500 metri di nuoto nelle “fresche” acque di Caldaro, 40 km di ciclismo con tre giri intorno al lago e su un percorso molto ondulato, con alcune salite che fanno la differenza tra gli atleti più o meno allenati, quindi 10 km di corsa, una parte anche offroad tra i pregiati vigneti della zona. Anche per questa edizione c’era un grande pubblico, a completare il successo che il Ksv Caldaro incassa e mette in cassaforte, sottolineando il gran lavoro di oltre 250 volontari dei quali ben 230 della società, con i complimenti dei tanti partner commerciali e istituzionali.
Super podio.
Podio di alto livello dunque, con Facchinetti, Secchiero e Pesavento tra i maschi, con questi ultimi due protagonisti nel 2018 e Secchiero “deluso” per non aver centrato il tris di vittorie consecutive, come ha saputo fare a Caldaro solo Giulio Molinari (2013, 2014 e 2015). Al femminile due ‘magiare’ a comandare la classifica, Sebok e Fuchs, ma la bella notizia è il terzo posto, con una grintosa prova nella frazione di running, di Sandra Mairhofer che ci sollecita a sottolineare tre bei risultati di altrettanti atleti altoatesini. Con la ragazza di Tesido si sono distinti anche la brissinese Lisa Schanung, quinta assoluta, e Jakob Sosniok che ha chiuso in settima posizione, anche se il pusterese era partito con ben altre aspettative.
Davvero tanti comunque i regionali in gara, segno che il triathlon da noi è in buona salute. Degna di nota la gara del bolzanino Christian Haas, ad esempio, finito a ridosso dei 10, o del primo portacolori trentino Alessandro Scifo (14°). Due le trentine nelle prime dieci, Valentina D’Angeli e Chiara Gelmi.
Graziati dalla bufera.
Per chiudere, un cenno a chi di questo evento ha fatto una bandiera, il presidente del comitato Werner Maier che sabato sera, calato il sipario e dopo aver smontato con i suoi ragazzi tutte le infrastrutture, ha asserito “sono proprio cotto!”.
E in effetti la tensione era tanta perché le previsioni avevano annunciato brutto tempo, che ha invece risparmiato gli atleti per scatenarsi subito dopo la premiazione con un’autentica bufera.
Qualche disagio per chi era deputato a sistemare tutte le strutture, ma il regalo del meteo durante la gara ha consentito di mettere in archivio il 31° successo. Per il 32° c’è tempo, Werner Maier ha confermato che si farà il 9 maggio 2020.
Ha 31 anni e non li dimostra proprio, anzi, di edizione in edizione si rinvigorisce. Quella del 2019, andata in scena sabato, ha registrato i sigilli di Luca Facchinetti, atleta abituato ad occupare i gradini più alti del podio ed uno degli italiani più qualificati, e dell’ungherese Klaudia Sebok, entrambi favoritissimi della vigilia.
Distanze olimpiche.
La gara di Caldaro piace e non lo documenta solo l’elevato numero di iscritti, quasi 500, ma pure l’apprezzamento di tecnici, atleti élite e semplici amatori. È un triathlon “olimpico”, vale a dire sulle distanze di 1500 metri di nuoto nelle “fresche” acque di Caldaro, 40 km di ciclismo con tre giri intorno al lago e su un percorso molto ondulato, con alcune salite che fanno la differenza tra gli atleti più o meno allenati, quindi 10 km di corsa, una parte anche offroad tra i pregiati vigneti della zona. Anche per questa edizione c’era un grande pubblico, a completare il successo che il Ksv Caldaro incassa e mette in cassaforte, sottolineando il gran lavoro di oltre 250 volontari dei quali ben 230 della società, con i complimenti dei tanti partner commerciali e istituzionali.
Super podio.
Podio di alto livello dunque, con Facchinetti, Secchiero e Pesavento tra i maschi, con questi ultimi due protagonisti nel 2018 e Secchiero “deluso” per non aver centrato il tris di vittorie consecutive, come ha saputo fare a Caldaro solo Giulio Molinari (2013, 2014 e 2015). Al femminile due ‘magiare’ a comandare la classifica, Sebok e Fuchs, ma la bella notizia è il terzo posto, con una grintosa prova nella frazione di running, di Sandra Mairhofer che ci sollecita a sottolineare tre bei risultati di altrettanti atleti altoatesini. Con la ragazza di Tesido si sono distinti anche la brissinese Lisa Schanung, quinta assoluta, e Jakob Sosniok che ha chiuso in settima posizione, anche se il pusterese era partito con ben altre aspettative.
Davvero tanti comunque i regionali in gara, segno che il triathlon da noi è in buona salute. Degna di nota la gara del bolzanino Christian Haas, ad esempio, finito a ridosso dei 10, o del primo portacolori trentino Alessandro Scifo (14°). Due le trentine nelle prime dieci, Valentina D’Angeli e Chiara Gelmi.
Graziati dalla bufera.
Per chiudere, un cenno a chi di questo evento ha fatto una bandiera, il presidente del comitato Werner Maier che sabato sera, calato il sipario e dopo aver smontato con i suoi ragazzi tutte le infrastrutture, ha asserito “sono proprio cotto!”.
E in effetti la tensione era tanta perché le previsioni avevano annunciato brutto tempo, che ha invece risparmiato gli atleti per scatenarsi subito dopo la premiazione con un’autentica bufera.
Qualche disagio per chi era deputato a sistemare tutte le strutture, ma il regalo del meteo durante la gara ha consentito di mettere in archivio il 31° successo. Per il 32° c’è tempo, Werner Maier ha confermato che si farà il 9 maggio 2020.


