ROMA. Due settimane di passione. Il dopo Tavecchio, ai vertici burocratici dell’italico calcio (leggi: Figc), prenderà corpo e sostanza dalle elezioni che si terranno nel corso dell’assemblea elettiva del 29 gennaio. Dopo gli incontri tenutisi la scorsa settimana, sembrerebbe prendere quota la candidatura di Gabriele Gravina, attuale presidente della Lega Pro. «Come Lega abbiamo votato all’unanimità la candidatura di Gabriele Gravina - ha ribadito il presidente dell’Fc Alto Adige, Walter Baumgartner, che è vicepresidente della Lega Pro - e l’esito degli incontri della scorsa settimana è indubbiamente molto positivo e per come si stanno mettendo le cose sono fiducioso che Gravina ce la possa fare».

In lizza per l’incarico lasciato vacante da Tavecchio ci sono, oltre a Gravina, il presidente dell’Aic (l’Assocalciatori), Damiano Tomasi, e il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia. Candidature forti, anche se da più parti si continua a sperare nella figura del candidato unico. «Arrivare al 29 gennaio con un candidato unico sarebbe un’opzione interessante - aggiunge Baumgartner - ma al momento non sembra possibile. Ci sono ancora due settimane di tempo e bisognerà vedere quali accordi nasceranno. La partita è aperta. Vedremo anche nella stessa giornata del 29, nelle possibili tre tornate elettorali (nella prima e seconda è richiesta la maggioranza qualificata, semplice nella terza, ndr), dove magari si potrebbe riuscire a trovare la giusta convergenza. Il presidente della SS Lazio, Claudio Lotito? Non credo possa candidarsi... e poi attualmente la Lega di A è molto divisa sul suo nome».

Gabriele Gravina, fautore della ristrutturazione della serie C a 60 squadre, sembrerebbe dunque in pole position grazie anche a idee sviluppate su un programma ben nutrito.

«È vero, il presidente ha illustrato i punti focali del programma che riguardano il finanziamento del calcio (diritti televisivi), i centri federali, la formazione, il riordino dei campionati, le infrastrutture dove l’Italia è fortemente in ritardo... Insomma tutte cose che rappresenterebbero una riqualificazione del sistema calcio nel suo complesso. Una vera e propria rivoluzione in senso positivo. Il nuovo presidente dovrà saper innovare, coordinando bene le varie situazioni, osservando le altre nazioni europee. Ci sono esempi importanti che arrivano dall’Inghilterra, Francia, Germania, basta guardarsi attorno e lavorare bene. Per questo credo che Gravina sia l’uomo giusto, perchè conosce bene le varie problematiche. È la persona adatta per coprire questo incarico, soprattutto in questa situazione. Dopo l‘esclusione dai Mondiali è necessario una forte reazione fatta di idee e programmi. E le idee chiare di Gravina sono quelle vincenti applicate anche in Lega Pro».

Però la Lega Pro a 60 squadre non ha trovato il riscontro auspicato, a causa della grave instabilità che caratterizza il mondo societario della serie C. Modena e Vicenza su tutte.

«Le squadre che falliscono - conclude Baumgartner - dimostrano che bisogna intervenire e porre rimedio. Il calcio italiano ha bisogno di essere riorganizzato garantendo la sostenibilità del sistema a tutti i livelli. Il dato interessante è che questa crisi sta attanagliando società che hanno un trascorso importante e provengono dalle serie maggiori. Non falliscono le piccole società».(f.r.)

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