Merano. Signore e signori, il Merano è servito! Affascinante, unico, incantevole. Degno della sua storia indelebile giunta all’ottantesimo traguardo, è nato in una mattinata uggiosa, con i monti abbelliti da criniere di nuvole bianche come la neve, e con il cielo che si è aperto quasi a voler omaggiare la corsa delle corse, l’appuntamento che per un saltatore vale una vita intera.
Sorvegliato da 79 ritratti di vincitori schierati come granatieri nella feudale sala bilance dell’ippodromo di Maia la dichiarazione ufficiale dei partenti ha tenuto tutti con il fiato sospeso sino all’ultimo giro di lancetta, con il telefono pronto a squillare da mezza Europa per delinearne i contenuti. Alla resa dei conti saranno in quattordici a giocarsi l’alloro con cui cingersi il capo dopo i cinquemila massacranti metri e i 24 ostacoli della contesa. Scorrendo i nomi dei baldi destrieri una cosa ruba subito l’occhio: la presenza di ben quattro francesi simile, per usare una metafora, all’invasione ottocentesca di Napoleone Bonaparte. La presenza di Le Costaud, il trionfatore dello scorso anno targato Macaire, non ha spaventato i “colleghi” galletti d’Oltralpe. C’è Viking de Balme, allievo di un allenatore - Francois Nicolle - che in Francia va per la maggiore e che tra le sue perle vanta la vittoria nel Grande Steeple di Clairefontaine. «Non siamo noi che dobbiamo temere Le Costaud – ha dichiarato Nicolle – è lui che deve aver paura di noi». Parole sante e pesanti, ma il ricordo del trionfo dell’allievo di Macaire lo scorso anno non lascia scampo a dubbi: chi vorrà vincere il Merano dovrà vedersela con lui. Gli altri due transalpini rispondono ai nomi di Dourdour e Amour Du Puy Noir. Non sono primaserie in terra di Francia ma ad esempio il fatto che allenatore dell’Amour sia David Cottin depone a favore di questo dieci anni la cui partecipazione è stata decisa sul filo del rasoio. Insomma la minaccia francese è come sempre un’ombra con la spada in mano e il disco della Marsigliese sul tavolo.
Il resto del gruppo.
Non sarà di questo parere Al Bustan, il ceko dalle mille vite che il Gran Premio Merano Alto Adige l’ha già vinto e che delle insidie della corsa conosce tutto, dall’A alla Z. Non è sembrato esplosivo nell’ultima esibizione meranese ma, il Merano… mette le ali.
E i nostri? Dai lontani tempi di Sharstar non presentiamo un favorito anche se questa volta le speranze sono tante. Ad esempio quelle di Herr Aichner che ne schiera quattro fidando nel detto che l’unione fa la forza. Sono carte pesanti, allenata da Vana junior, a cominciare da Notti Magiche che quest’anno ha perso una sola volta (in siepi) per continuare con L’Estran che si è permesso il lusso di lasciarsi alle spalle Al Bustan. Poi il vecchio guerriero Il Superstite e Big Fly. Non è una corazzata ma un incrociatore sì. Christian Troger si affida a Menthol, con tutte le incognite di un soggetto praticamente al primo tentativo in steeple sulla pista dopo la caduta del debutto. Mezaji batte bandiera Olysova e Return Flight quella di Zibellini con tante speranze. Tornando a Est, Dusigrosz è la carta di Josef Vana senior e Bugsie Malone quella di Holcak.
Il contorno.
Eccolo servito, il piatto forte del weekend di Maia, all’insegna di una ribadita internazionalità. Sia sabato sia domenica, la cornice (che sciopriremo nei dettagli nelle dichiarazioni dei partenti di stamane e di venerdì) sarà luccicante, con tante altre corse di prima fascia a partire dalla Gran Siepi, quest’anno abbinata nell’intitolazione al nostro quotidiano.
Sorvegliato da 79 ritratti di vincitori schierati come granatieri nella feudale sala bilance dell’ippodromo di Maia la dichiarazione ufficiale dei partenti ha tenuto tutti con il fiato sospeso sino all’ultimo giro di lancetta, con il telefono pronto a squillare da mezza Europa per delinearne i contenuti. Alla resa dei conti saranno in quattordici a giocarsi l’alloro con cui cingersi il capo dopo i cinquemila massacranti metri e i 24 ostacoli della contesa. Scorrendo i nomi dei baldi destrieri una cosa ruba subito l’occhio: la presenza di ben quattro francesi simile, per usare una metafora, all’invasione ottocentesca di Napoleone Bonaparte. La presenza di Le Costaud, il trionfatore dello scorso anno targato Macaire, non ha spaventato i “colleghi” galletti d’Oltralpe. C’è Viking de Balme, allievo di un allenatore - Francois Nicolle - che in Francia va per la maggiore e che tra le sue perle vanta la vittoria nel Grande Steeple di Clairefontaine. «Non siamo noi che dobbiamo temere Le Costaud – ha dichiarato Nicolle – è lui che deve aver paura di noi». Parole sante e pesanti, ma il ricordo del trionfo dell’allievo di Macaire lo scorso anno non lascia scampo a dubbi: chi vorrà vincere il Merano dovrà vedersela con lui. Gli altri due transalpini rispondono ai nomi di Dourdour e Amour Du Puy Noir. Non sono primaserie in terra di Francia ma ad esempio il fatto che allenatore dell’Amour sia David Cottin depone a favore di questo dieci anni la cui partecipazione è stata decisa sul filo del rasoio. Insomma la minaccia francese è come sempre un’ombra con la spada in mano e il disco della Marsigliese sul tavolo.
Il resto del gruppo.
Non sarà di questo parere Al Bustan, il ceko dalle mille vite che il Gran Premio Merano Alto Adige l’ha già vinto e che delle insidie della corsa conosce tutto, dall’A alla Z. Non è sembrato esplosivo nell’ultima esibizione meranese ma, il Merano… mette le ali.
E i nostri? Dai lontani tempi di Sharstar non presentiamo un favorito anche se questa volta le speranze sono tante. Ad esempio quelle di Herr Aichner che ne schiera quattro fidando nel detto che l’unione fa la forza. Sono carte pesanti, allenata da Vana junior, a cominciare da Notti Magiche che quest’anno ha perso una sola volta (in siepi) per continuare con L’Estran che si è permesso il lusso di lasciarsi alle spalle Al Bustan. Poi il vecchio guerriero Il Superstite e Big Fly. Non è una corazzata ma un incrociatore sì. Christian Troger si affida a Menthol, con tutte le incognite di un soggetto praticamente al primo tentativo in steeple sulla pista dopo la caduta del debutto. Mezaji batte bandiera Olysova e Return Flight quella di Zibellini con tante speranze. Tornando a Est, Dusigrosz è la carta di Josef Vana senior e Bugsie Malone quella di Holcak.
Il contorno.
Eccolo servito, il piatto forte del weekend di Maia, all’insegna di una ribadita internazionalità. Sia sabato sia domenica, la cornice (che sciopriremo nei dettagli nelle dichiarazioni dei partenti di stamane e di venerdì) sarà luccicante, con tante altre corse di prima fascia a partire dalla Gran Siepi, quest’anno abbinata nell’intitolazione al nostro quotidiano.

