Gustav Thöni, il mito assoluto dello sci alpino mondiale compie 75 anni
Simbolo dello sport altoatesino e del dialogo tra gruppi etnici, il campionissimo è un’icona mondiale. «Impressionato dall’essere ancora così amato».
BOLZANO. Un compleanno speciale quello che ha festeggiato ieri il mito dello sci Gustav Thöni (in foto con una nipote e il genero Stephan Gander). Figura chiave non solo per lo sport e il turismo invernale e il conseguente sviluppo economico dell'Alto Adige 50 anni fa, ma anche per la convivenza tra italiani e tedeschi. L'uomo che con il suo carattere e la simpatia ha saputo rompere il muro di diffidenza tra i due mondi dopo gli anni delle bombe. Oggi testimonial dei valori dello sport alle Olimpiadi di Milano-Cortina, continua a vivere e a lavorare nella sua Trafoi, gestendo insieme alla numerosa famiglia, la moglie Ingrid Pfaundler, le figlie e il genero Stephan Gander, lo storico albergo di famiglia. Qui non mancano le novità a partire dalla "Home of Gold", la stanza dell'oro, omaggio di uno più grandi architetti dell'Alto Adige, Matteo Thun suo antico compagno di sciate dell'infanzia: Gustavo, ci tiene, per tutti i suoi fans. Una nuova lounge bar che non contiene gioielli, ma qualcosa di ben più prezioso: il metallo guadagnato con lo sci: le coppe, le medaglie, bottino di innumerevoli successi. Memorabilia della Valanga Azzurra. Ordinati in bella vista con effetto speciale: "Quando l'ultima luce del giorno li illumina al tramonto riflettono il loro bagliore dorato sugli oggetti della sala, le bottiglie e i presenti. Vestendoli di riflessi dorati. Emozionante. Opera di Matteo Thun che gareggiò nelle prime gare giovanili del fenomeno. Ma "per fortuna poi mi sono dedicato all'architettura - racconta il grande architetto - dove me la cavo meglio". Voce di una generazione di pionieri altoatesini che ha costruito il successo internazionale dell'Alto Adige. Ciascuno nel proprio campo.
Un bel regalo per i 75 anni, compleanno tondo, un traguardo ragguardevole raggiunto in una forma invidiabile, Gustav.
Gli anni passano e sono tanti, ma quando ne aggiungi uno e se si sta bene, fa anche piacere.
Questo dopo un inverno molto impegnativo
In un certo sì, stiamo ampliando l'albergo, (lo storico Bellavista di Trafoi dove il campione della Valanga Azzurra ha mosso i primi passi sulla neve). Il cantiere dovrebbe finire per questa estate.
A progettarlo è il suo vecchio compagno di sciate
Abbiamo fatto gare studentesche insieme, ma io non me lo sarei ricordato, lui invece sì. Però l'ho sempre ammirato come architetto che ha fatto cose molto belle e così dopo averlo contattato abbiamo deciso di collaborare.
C'è poi tutto il capitolo Olimpiadi appena concluso
È stata una gran bella avventura, i nostri atleti sono andati alla grande. Sicuramente anche una grande promozione per il Paese. Tutte le nostre località sciistiche ne hanno tratto giovamento.
Lei hai portato la Fiamma Olimpica
Sono stato il penultimo tedoforo a Cortina e poi l'ho consegnata a Sofia Goggia.
Non la prima Olimpiade
Io ho partecipato come atleta a tre olimpiadi (Sapporo 1972: Medaglia d'oro nello slalom gigante e argento nello slalom speciale. Innsbruck 1976: Argento nello slalom speciale. Sankt Moritz 1974: Due ori (slalom gigante e slalom speciale, ndr). Poi ho partecipate alle altre con Alberto Tomba, fino a Torino 2006.
Cosa ha di speciale l'Olimpiade rispetto ai mondiali?
Il fatto di svolgersi solo solo ogni quattro anni. Bisogna essere in forma proprio quell'anno e quel giorno per fare il risultato. Ma basta fare una minima errore per sprecare anni di fatiche.
E dove sono possibili grandi sorprese come la prima medaglia nello sci per il Brasile con il norvegese brasiliano Lucas Pinheiro Braathen.
Una bella sorpresa anche se è nato in Norvegia e ha vissuto in montagna come noi. Però fa effetto lo stesso. Bellissimo. Forse ora arriveranno anche un po' di brasiliani e di brasiliane.
Ai Suoi tempi un recupero come quello di Federica Brignone sarebbe stato immaginabile?
Penso di no. Ai giorni d'oggi uno che si fa male viene operato immediatamente, e si rimette in piedi presto.
Come l'è sembrata l'organizzazione?
È cambiato moltissimo, anche se le località dove si svolgono le gare sono rodate da tantissimi anni e gli organizzatori hanno molta esperienza. Poi il tempo ha dato senz'altro una mano, condizioni meteo favorevoli sono una grande fortuna e un fatto molto importante.
E l'idea di fare una "olimpiade diffusa", cioè distribuita su varie località?
Oggi le Olimpiadi invernali sono diventate un avvenimento molto grande, con tanti partecipanti, ed è difficile trovare un posto dove farlo tutto insieme. A Innsbruck e a Sapporo si poteva ancora, ma già dopo è stato più difficile. Anche le olimpiadi estive ormai si fanno in tutto il paese ospitante.
Come è cambiato il turismo di montagna?
Il turismo è cambiato anche quello. Una volta venivano e nelle nostre stanze c'era solo il rubinetto dell'acqua calda e fredda. La doccia si faceva in comune. Adesso non ci vuole più solo la doccia in camera ma anche il wellness.
Tra i tanti nipoti c'è qualcuno che segue le tue orme?
Non proprio, si divertono a sciare ma non credo che vogliano diventare atleti.
Il suo albergo è sempre piena di amici e ammiratori ma anche a Cortina si è visto molto affetto.
Rimango sempre impressionato di essere ancora molto conosciuto e riconosciuto dopo tanti anni, che ci sia gente che mi fermi. In questa occasione sono stato assaltato un po' come ai vecchi tempi.
E come ha festeggiato il compleanno?
In famiglia un po' con tutti. Abbiamo fatto colazione insieme. Domani (2 marzo, ndr), invece si torna al lavoro perché l'albergo ristrutturato da Matteo Thun verrà inaugurato verso maggio. Non c'è tempo per riposarsi.