PHOTO
Le mani sullo scudetto. Asiago vince gara4 (serie 3-1) e si porta ad una sola vittoria dal quarto titolo di campione d’Italia della sua storia.
Trascinati da un Odegar strabordante di pubblico e tifo, i giallorossi soffrono a lungo soprattutto nel primo tempo, poi fanno la differenza grazie al loro cinismo, alla loro capacità di fare la cosa giusta al momento giusto. E si aggiudicano il match per 4-2.
L’Asiago è squadra da play-off, esperta, abituata a giocare le partite importanti, capace di tenere i nervi saldi: tutto il contrario del Valpellice, che dopo aver messo alle corde i padroni di casa per 15 minuti incappa in una penalità inutile che Bentivoglio capitalizza al meglio. É l’episodio che gira la partita: sino a quel momento, infatti, coach Flanagan era riuscito a mettere la museruola alla Ben-Ul-Di con un ottimo forechecking che toglie fiato e idee ai vicentini.
Il gol dell’1-0 spariglia le carte, e l’onda lunga asiaghese prosegue anche nella seconda frazione. Ora è la Valpe a non avere la forza e la lucidità per bloccare il gioco degli avversari, i quali scoprono anche il protagonista che non ti aspetti. Non segnano Ulmer e DiDomenico? Non c’è problema, ci pensa Jeremy Rebek.
Il terzino austro-canadese firma il raddoppio chiudendo un contropiede due contro uno, Anderson trova immediatamente il gol della speranza, ma è ancora Rebek, questa volta dalla distanza, a portare l’Asiago sul +2. I piemontesi sembrano non avere più la forza per reagire, si fanno schiacciare dai padroni di casa, ma a 5 minuti dalla fine Sirianni ravviva le speranze torresi.
A frustrarle ci pensa più tardi il contropiede vincente di Zanette che regala ai giallorossi la terza vittoria della serie. Gara5 è in programma domani al "Cotta Morandini": nell’uovo di Pasqua Asiago potrebbe trovare una sorpresa tricolore.


