BOLZANO. Le serie, prima o poi, sono destinate a finire. Una regola dalla quale non si scappa, e con la quale dovrà fare i conti anche il Bolzano. Dopo 11 vittorie consecutive in campionato, che diventano 14 se si tiene conto della Continental Cup, i Foxes questa sera rischiano grosso: Alleghe è da sempre un ghiaccio difficile per i biancorossi, e lo è ancora di più oggi. Per tutta una serie di motivi. Punto primo: la squadra di coach Brian McCutcheon nelle ultime uscite ha mostrato qualche segno di (comprensibile) stanchezza. Punto secondo: l’Alleghe di quest’anno è squadra da piani alti, in grado di giocarsela fino in fondo anche per lo scudetto. Punto terzo: la serata di oggi sarà particolarmente speciale per gli agordini, che scenderanno in pista con qualche motivazione extra. Già, perché proprio 20 anni fa l’Alleghe viveva la pagina più trionfale della sua lunga storia. 20 dicembre 1992, stadio del ghiaccio di Villach: l’Alpenliga vive il suo atto finale, e il titolo è una lotta a due fra Alleghe e Bolzano, le stesse squadre che si sfideranno stasera al “De Toni”. In semifinale i bellunesi avevano clamorosamente fatto fuori i Devils di Berlusconi, mentre gli altoatesini si erano imposti sugli austriaci padroni di casa. Era l’Alleghe di Vani e Rausse, di Chitarroni e Delfino, di Zhukov e Lino De Toni: che squadrone. Il Bolzano è quello di Rosati in porta, Manno e Oberrauch in difesa, delle due linee d’attacco da snocciolare a memoria come la formazione dell’Italia campione del mondo ’82: Vostrikov-Maslennikov-Pavlu, Zarrillo-Beattie-Pasin. Ma quella non è la serata dei biancorossi, è la serata degli alleghesi, che giocano tutta la partita con 9-10 giocatori, a ritmi folli, con un Chitarroni scatenato che ne segna 3 e regala ai suoi tifosi il primo e unico trofeo della storia.
Questa sera, al “De Toni”, la coppa verrà tirata fuori dalla bacheca, spolverata e messo in bella mostra al centro della pista, accompagnato dai giocatori locali allora presenti: De Biasio (il papà di Francesco), Da Pian, Tigliani, Michele e Lino De Toni, Ilario Riva. Del roster, pur non avendo viaggiato con la squadra sino a Villach, all’epoca faceva già parte Carlo Lorenzi, che ancora oggi indossa la maglia delle civette. Facile, dunque, immaginare un Alleghe particolarmente voglioso di onorare al meglio questa ricorrenza. Ma il Bolzano, ovviamente, non ha intenzione di calarsi nel ruolo di semplice spettatore della festa agordina. I Foxes salgono nell’agordino privi di Oberdörfer e di Walcher, che si è lussato un dito della mano, mentre i padroni di casa dovranno fare a meno di McMonagle.
Impegno più agevole, almeno sulla carta, per il Renon, atteso dalla trasferta contro il Pontebba ultimo della classe, mentre la capolista Val Pusteria ospita un Asiago in crescita. Tra i lupi (sempre out Cullen) rientrano Kavanagh, Willeit, Glira ed Elliscasis, e dovrebbe finalmente riprendere il suo posto il goalie titolare Jean Sebastian Aubin. Il Val di Fassa, con l’esordiente O’Marra, cerca di rialzare la testa ospitando il Cortina, completa il programma un’interessante Valpellice-Milano.

