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ROMA. Un quadriennio duro, con la crisi del paese che non allenta la morsa, e dentro casa la battaglia della Lega di serie A che non sa o non vuole darsi una guida nuova. Ma con una consapevolezza: «Il calcio non è il male dell’Italia». Giancarlo Abete sorride comunque, nonostante «le criticità» del suo mondo, all’elezione che con un solo scrutinio e il 94% dei consensi lo ha riconfermato alla guida della Figc: presidente per i prossimi quattro anni e poi basta, spazio a facce nuove. Candidato unico, Abete ha ricevuto un consenso di fatto unanime: dei 256 presenti in 250 hanno votato (5% le schede bianche), con Lega di A, tecnici e arbitri compatti su Abete (18 su 18 i voti della A, 24 su 24 Aiac, 9 su 9 l’Aia, 18 su 19 la B, 44 su 48 la Lega Pro, 79 su 88 i Dilettanti e 43 su 44 l’Aic). «Sarà un quadriennio difficile, ma questo consenso mi dà fiducia» dice il neo presidente rieletto.
In un calcio italiano che fa fatica a rinnovare i suoi attori, arriva dal campo il volto nuovo della dirigenza: Simone Perrotta entra a far parte del Consiglio federale della Federcalcio, e lo fa non da ex ma da calciatore in attività. Una prima volta assoluta, una ventata di novità. Il centrocampista della Roma sarà quindi l’uomo del campo all’interno del governo del calcio.
«Sono onorato di entrare a far parte del consiglio della Figc - ha confessato il giocatore, campione del mondo con l’Italia di Lippi nel 2006 in Germania - Sento la responsabilità e l’importanza che deriva da questa nomina. Sono sicuro che sarà un’esperienza che mi farà crescere professionalmente e mi darà la possibilità di vedere il calcio sotto un’altra prospettiva».
Ad annunciare il nuovo ruolo fuori dal terreno di gioco di Perrotta è stato il suo ex compagno nella Roma, Damiano Tommasi, oggi presidente dell’Assocalciatori (Aic), nel corso appunto dell’assemblea elettiva della Federcalcio che ha riconfermato alla presidenza Giancarlo Abete.
«Simone ha dato la sua disponibilità e cercheremo di valorizzare la sua presenza in Consiglio federale per avere una voce tale che può fare bene a tutti noi - ha spiegato - Speriamo che la sua possa essere una voce genuina dal campo». «È un modo per avvicinare il campo alle istituzioni e le istituzioni al campo - ha quindi aggiunto Tommasi - entrambi i passaggi seguono la linea politica già adottata con me e Demetrio Albertini in Federazione».
Di certo, Perrotta dovrà abituarsi adesso a muoversi anche fuori dal campo: «Aveva mille dubbi - ha ammesso Tommasi - deve capire come funziona, ma sarà uno stimolo per conoscere bene le cose». E pronto ad accoglierlo al meglio nella sede della Figc di via Allegri è anche il presidente Abete: «Sarà presente subito e siamo ben lieti perchè è un giocatore che tutti stimiamo e a cui siamo affezionati anche per i trascorsi in Nazionale».


