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Bolzano. Salvatore Lauria, una vita per la scherma. La tradizione schermistica in chiave bolzanina porta il nome di Salvatore Lauria, protagonista nato a Torino ma di origini siciliane che può essere considerato l’antesignano ed il pioniere della scherma altoatesina.
Salvatore Lauria ha iniziato a far sibilare le lame nei pavimentati corridoi delle caserme, al seguito del padre ufficiale dell’esercito.
“Mio papà era un ufficiale dell’esercito, per cui con la mia famiglia ho girato mezza Italia prima di approdare venti anni fa a Bolzano. La mia passione per la scherma è nata così per gioco… invogliata dal fatto che quando ero piccolino curiosavo nel guardare gli altri tirare di scherma nelle varie sale d’armi. Ogni caserma aveva la sua bella sala per cui era gioco forza star lì a guardare. Così pian piano, sia io che anche mio fratello Carlo ci appassionammo all’idea, fino a quando il maestro Di Salvo, che ci vedeva girare per la caserma, cominciò a tracciarci la strada insegnandoci i primi segreti e l’arte di tirare di scherma. Quando arrivammo a Bolzano c’era ancora attiva una sala scherma in via Marconi, vicino all’attuale Questura, praticamente era un appartamento in cui era stata ricavata una saletta. La nostra passione fu forgiata da Ugo Nadale, capitano dell’esercito in pensione, uno degli ultimi maestri di sport usciti dalla Cecchignola. In quella stessa sede c’era anche il Circolo Scherma Bolzano, quindi convivevano queste due realtà. Iniziammo a fare scherma tutta la famiglia per diversi anni, fino a quando all’età di 19 anni la sala chiuse così come anche il Circolo, per cui per un certo periodo andai ad allenarmi fuori provincia nei centri di Mestre e Padova. Una situazione molto difficile perché a quei tempi le comunicazioni non erano quelli di oggi, eppoi anche i problemi con la scuola fino a quando, dopo un po’ di tempo, iniziai a lavorare in banca. A quel punto la mia fu una scelta di vita, quando tornavo a casa dopo il lavoro mi posi di fronte a due strade: o continuare a studiare oppure impegnarmi nella scherma, avevo 23 anni. Scelsi di dedicarmi interamente alla scherma! L’esame di istruttore? A quei tempi la specialità era molto selettiva, il più giovane della commissione avrà avuto ottant’anni. Bisognava portare la scherma classifica, bastava mettere un piede fuori posto per essere bocciato. Gli insegnamenti del maestro Nadale furono davvero fondamentali… ogni cosa che faceva la nominava con i termini corretti così anche senza saperlo imparai i termini. I libri li lessi tre giorni prima dell’esame…tutto ciò che sapevo lo avevo imparato da Nadale. Oggi le cose sono molte cambiate perchè ai maestri oltre alla perizia, vengono richieste altre competenze.”
Lauria ottenne il diploma di maestro di scherma nel momento in cui la disciplina stava evolvendo i suoi contenuti.
“In quel periodo ci fu praticamente un cambio generazionale molto importante (siamo nella metà degli anni settanta, ndr) e fino a quel momento i miei riferimenti erano quelli Stefano Simoncelli schermidore classico. La successiva modernizzazione dettata dal maestro Di Rosa sconvolse, se così si può dire, tutta la scherma moderna: passando da una scherma molto tecnica ad una che dava molta più importanza al movimento ed il creare le situazioni favorevoli. Capitai li in mezzo e cominciai ad ammirare i nuovi talenti: a partire da Fabio Dal Zotto che rappresentava il simbolo del rinnovamento della scherma, quello che praticamente tutto il mondo ci ha poi copiato”.
È il 1981 quando il maestro Salvatore Lauria cominciò a porre le basi al Club Scherma Bolzano.
“Cominciammo in maniera informale – spiega Lauria - chiamando i miei amici della mia età che facevano scherma con me. Fu così che il Club partì, piano piano, facendo scherma nei posti più impensabili: per un periodo ci allenavamo in una sala in via Roma messa da disposizione dall’Ussa, poi ci trasferimmo nella vecchia Fiera di Bolzano. Due sale che oggi non esistono più. Dalla Fiera passammo in un ambiente posto nell’uscita di sicurezza del vecchio palasport di viale Trieste e fu lì che cominciammo a registrare un boom di iscrizioni (1988). Poi arrivò la sede di via Weggenstein posta nelle vecchie scuole Gasteneir che ci accolse sino al 1999. Da quell’anno il Club Scherma Bolzano, presieduto da Joachim Troebinger, grazie al fatto che si era dimostrato molto attivo nell’organizzazione di manifestazioni importanti come gli Europei ed i Campionati Italiani, ottenne dal Comune l’attuale sede sita in un magazzino ristrutturato del Palasport”.
E tra una stoccata e l’altra, il maestro Salvatore Lauria “tocca” il cuore di Brigitte Frena, compagna di vita ed anche di armi.
“In questo percorso, Brigitte arrivò al Club come atleta e si appassionò alla scherma, dimostrandosi da subito molto attiva nel sostenere l’associazione. Finì che ci innamorammo ed oggi siamo qui tutti e due, con Brigitte che si occupa della parte organizzativa. In questo contesto anche i nostri figli stanno fornendo il proprio contributo: Nicola è maestro istruttore nazionale e anche lui lavora in palestra. Greta ha ventitré anni e ha fatto scherma agonistica, laureata in scienze motorie segue la parte fisica dei ragazzi. Lorenz, vent’anni, vive a Frascati e fa il professionista della scherma: è tra i migliori fiorettisti che ci sono in Italia. Il Club Scherma è vivo grazie soprattutto all’instancabile presidente Fabio Rossa e al tecnico delle armi Sandro Pasutto”.
Una vita per la scherma significa anche che il maestro Lauria, nato con il fioretto in mano, adesso sta volgendo le attenzioni alla spada.
“E’ il nostro attuale obiettivo, idea nata un anno e mezzo fa in palestra e di comune accordo con tutti, anche se non priva di qualche discussione con i miei figli che sono tutti fiorettisti. Dal fioretto ci siamo spostati sulla spada. L’arma ha delle caratteristiche che oggi si prestano meglio: nella creazione e nello sviluppo del gruppo. La spada è un’arma più naturale perché rappresenta il vero duello, perché ha meno regole e questo affascina molto i ragazzi”.
A proposito di ragazzi, in tempi di Corona Virus come s’interfaccia il maestro Lauria con i suoi atleti?
I consigli del maestro di scherma? Link dove inserisco video per i ragazzi, così da stare vicino anche a loro. Penso che il periodo critico dia anche il via a delle situazioni nuove che normalmente sono molto produttive”.
Salvatore Lauria ha iniziato a far sibilare le lame nei pavimentati corridoi delle caserme, al seguito del padre ufficiale dell’esercito.
“Mio papà era un ufficiale dell’esercito, per cui con la mia famiglia ho girato mezza Italia prima di approdare venti anni fa a Bolzano. La mia passione per la scherma è nata così per gioco… invogliata dal fatto che quando ero piccolino curiosavo nel guardare gli altri tirare di scherma nelle varie sale d’armi. Ogni caserma aveva la sua bella sala per cui era gioco forza star lì a guardare. Così pian piano, sia io che anche mio fratello Carlo ci appassionammo all’idea, fino a quando il maestro Di Salvo, che ci vedeva girare per la caserma, cominciò a tracciarci la strada insegnandoci i primi segreti e l’arte di tirare di scherma. Quando arrivammo a Bolzano c’era ancora attiva una sala scherma in via Marconi, vicino all’attuale Questura, praticamente era un appartamento in cui era stata ricavata una saletta. La nostra passione fu forgiata da Ugo Nadale, capitano dell’esercito in pensione, uno degli ultimi maestri di sport usciti dalla Cecchignola. In quella stessa sede c’era anche il Circolo Scherma Bolzano, quindi convivevano queste due realtà. Iniziammo a fare scherma tutta la famiglia per diversi anni, fino a quando all’età di 19 anni la sala chiuse così come anche il Circolo, per cui per un certo periodo andai ad allenarmi fuori provincia nei centri di Mestre e Padova. Una situazione molto difficile perché a quei tempi le comunicazioni non erano quelli di oggi, eppoi anche i problemi con la scuola fino a quando, dopo un po’ di tempo, iniziai a lavorare in banca. A quel punto la mia fu una scelta di vita, quando tornavo a casa dopo il lavoro mi posi di fronte a due strade: o continuare a studiare oppure impegnarmi nella scherma, avevo 23 anni. Scelsi di dedicarmi interamente alla scherma! L’esame di istruttore? A quei tempi la specialità era molto selettiva, il più giovane della commissione avrà avuto ottant’anni. Bisognava portare la scherma classifica, bastava mettere un piede fuori posto per essere bocciato. Gli insegnamenti del maestro Nadale furono davvero fondamentali… ogni cosa che faceva la nominava con i termini corretti così anche senza saperlo imparai i termini. I libri li lessi tre giorni prima dell’esame…tutto ciò che sapevo lo avevo imparato da Nadale. Oggi le cose sono molte cambiate perchè ai maestri oltre alla perizia, vengono richieste altre competenze.”
Lauria ottenne il diploma di maestro di scherma nel momento in cui la disciplina stava evolvendo i suoi contenuti.
“In quel periodo ci fu praticamente un cambio generazionale molto importante (siamo nella metà degli anni settanta, ndr) e fino a quel momento i miei riferimenti erano quelli Stefano Simoncelli schermidore classico. La successiva modernizzazione dettata dal maestro Di Rosa sconvolse, se così si può dire, tutta la scherma moderna: passando da una scherma molto tecnica ad una che dava molta più importanza al movimento ed il creare le situazioni favorevoli. Capitai li in mezzo e cominciai ad ammirare i nuovi talenti: a partire da Fabio Dal Zotto che rappresentava il simbolo del rinnovamento della scherma, quello che praticamente tutto il mondo ci ha poi copiato”.
È il 1981 quando il maestro Salvatore Lauria cominciò a porre le basi al Club Scherma Bolzano.
“Cominciammo in maniera informale – spiega Lauria - chiamando i miei amici della mia età che facevano scherma con me. Fu così che il Club partì, piano piano, facendo scherma nei posti più impensabili: per un periodo ci allenavamo in una sala in via Roma messa da disposizione dall’Ussa, poi ci trasferimmo nella vecchia Fiera di Bolzano. Due sale che oggi non esistono più. Dalla Fiera passammo in un ambiente posto nell’uscita di sicurezza del vecchio palasport di viale Trieste e fu lì che cominciammo a registrare un boom di iscrizioni (1988). Poi arrivò la sede di via Weggenstein posta nelle vecchie scuole Gasteneir che ci accolse sino al 1999. Da quell’anno il Club Scherma Bolzano, presieduto da Joachim Troebinger, grazie al fatto che si era dimostrato molto attivo nell’organizzazione di manifestazioni importanti come gli Europei ed i Campionati Italiani, ottenne dal Comune l’attuale sede sita in un magazzino ristrutturato del Palasport”.
E tra una stoccata e l’altra, il maestro Salvatore Lauria “tocca” il cuore di Brigitte Frena, compagna di vita ed anche di armi.
“In questo percorso, Brigitte arrivò al Club come atleta e si appassionò alla scherma, dimostrandosi da subito molto attiva nel sostenere l’associazione. Finì che ci innamorammo ed oggi siamo qui tutti e due, con Brigitte che si occupa della parte organizzativa. In questo contesto anche i nostri figli stanno fornendo il proprio contributo: Nicola è maestro istruttore nazionale e anche lui lavora in palestra. Greta ha ventitré anni e ha fatto scherma agonistica, laureata in scienze motorie segue la parte fisica dei ragazzi. Lorenz, vent’anni, vive a Frascati e fa il professionista della scherma: è tra i migliori fiorettisti che ci sono in Italia. Il Club Scherma è vivo grazie soprattutto all’instancabile presidente Fabio Rossa e al tecnico delle armi Sandro Pasutto”.
Una vita per la scherma significa anche che il maestro Lauria, nato con il fioretto in mano, adesso sta volgendo le attenzioni alla spada.
“E’ il nostro attuale obiettivo, idea nata un anno e mezzo fa in palestra e di comune accordo con tutti, anche se non priva di qualche discussione con i miei figli che sono tutti fiorettisti. Dal fioretto ci siamo spostati sulla spada. L’arma ha delle caratteristiche che oggi si prestano meglio: nella creazione e nello sviluppo del gruppo. La spada è un’arma più naturale perché rappresenta il vero duello, perché ha meno regole e questo affascina molto i ragazzi”.
A proposito di ragazzi, in tempi di Corona Virus come s’interfaccia il maestro Lauria con i suoi atleti?
I consigli del maestro di scherma? Link dove inserisco video per i ragazzi, così da stare vicino anche a loro. Penso che il periodo critico dia anche il via a delle situazioni nuove che normalmente sono molto produttive”.


