BOLZANO. Da bambino aveva un sogno: partecipare un giorno al Gran Premio di Merano. Domenica Arcadio Vangelisti, notaio, bolzanino d’origine e trentino d’adozione, l’ha realizzato. «È stata - racconta il professionista - un’emozione fantastica, difficile da spiegare per chi non ami questo mondo». Nella corsa principale Vangelisti, titolare della scuderia Australia, di cavalli ne ha schierati addirittura due: Taxe Comprise, che si è classificato al settimo posto, e Frolon, vittima di un brutto scivolone.

«È andata comunque bene - assicura il proprietario -: per me, lo ripeto, è già stato un successo esserci. Abbiamo posto le premesse per fare ancora meglio l’anno prossimo». Domenica a Maia sono in programma le ultime gare della stagione, il mondo delle corse si sposterà poi a Roma, dove molto probabilmente gareggeranno anche i cavalli della scuderia Australia. «Se ci sarà qualche bella gara - assicura Vangelisti - un salto a Roma lo farò di sicuro».

Per assistere alle corse ma anche per vedere i suoi cavalli. «Sono innamorato di questi animali fin da piccolo, da quando mio padre mi portava all’ippodromo di Merano. Mi piace vederli e mi piace cavalcarli. Partecipo anche a qualche piccolo concorso quando capita».

Vangelisti, alcuni anni fa, ha deciso di creare una propria scuderia: fatale l’incontro con l’allenatore meranese Paolo Favero. «È uno entusiasta: la sua passione è contagiosa. Non ho saputo resistere». Oggi la scuderia ha cinque cavalli che sono allenati da Favero. All’inizio di settembre l’Australia ha vinto il premio Richard con Crack Chichi.

«Anche quella la ricordo come una domenica fatta di adrenalina e grandi soddisfazioni. Ammetto che questa è una passione costosa ma ne vale la pena».

Come si concilia l’amore per i cavalli con le corse: il fronte animalista più volte si è espresso contro questo tipo di competizioni.

«Guardi di questo ne discuto quasi tutti i giorni con mia mogli. Una cosa è il mondo delle corse clandestine, dove gli animali vengono sfruttati e dopati; un’altra cosa è quello delle corse pulite, dove i cavalli vengono allenati, curati, seguiti da persone che innanzitutto amano questi meravigliosi animali. Del resto non potrebbe essere che così: quello che si fa nelle scuderie è un lavoro pesante e in quanto tale richiede passione, diversamente non puoi farlo. Certo quelli da corsa non sono cavalli normali, sono atleti: il loro lavoro consiste nell’allenarsi quotidianamente per essere al top il giorno della corsa. L’importante è non forzare mai troppo la mano. Il cavallo va rispettato, serve una gestione molto oculata dell’animale che deve correre solo quando è nelle condizioni giuste e ha bisogno di periodi di riposo. Lo ripeto è un atleta a tutti gli effetti e come tale deve essere gestito. Purtroppo chi corre in ostacoli è particolarmente esposto ad incidenti che possono comportare anche lunghi stop se non addirittura, nei casi più gravi, la fine della carriera».

Ai suoi è mai capitato?

«Purtroppo sì, ma è inevitabile. L’anno scorso a metà aprile uno si è infortunato ed è stato seguito nel migliore dei modi. È stato curato con le cellule staminali, quindi ha fatto una lunga fisioterapia. È stato in un centro specializzato dove ha fatto anche molta piscina».

Si è ripreso?

«Si sta riprendendo lentamente, ma nessuno in questo momento può fare previsioni. In poche parole è difficile dire se tornerà ad essere il cavallo di prima. Anche se ovviamente è quello che mi auguro».

La sua è una passione molto costosa ma può garantire anche grossi guadagni.

«Sinceramente per me sono soltanto spese. Perché questi sono animali costosi da acquistare e ancor più da allenare e far correre. Però le soddisfazioni che mi danno mi ripagano di tutto».

Una curiosità: come mai ha deciso di chiamare Australia la sua scuderia?

«Perché io e mia moglie siamo innamorati del Paese dei canguri e un giorno speriamo di tornarci».

Anche sua moglie condivide la passione per i cavalli?

«Lei ama gli animali in genere. Vicino a Pergine, dove abitiamo, abbiamo creato una piccola fattoria. Lì tengo i cavalli con i quali, quando ho tempo, vado a cavalcare».

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