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Bolzano. Il Südtirol in zona rossa. Sia per le restrizioni imposte dalla pandemia ma anche per il girone B della serie C che ha tracciato la nuova mappa con il Padova in luce verde ed il Südtirol che dopo tanto tempo non vede più la classifica dall’alto in basso. Già, la sconfitta casalinga con la Feralpi arriva dopo la positiva campagna del Midwest (Fermana, Matelica e Gubbio) che aveva portato in dote sette punti ed un importante bagaglio di fiducia. Certo, la sfida con i bresciani era decisamente più ad alto rischio perchè la formazione del patròn italiano della siderurgia era stata costruita per vincere il campionato e solo qualche incidente di percorso l’aveva relegata nel mondo di mezzo del girone.
Del resto giocatori come Morosini, Ceccarelli, Guerra e Scarsella hanno trascorsi importanti e recenti in serie B e sanno trattare la palla.
Ma il lockdown non si limita ai tre punti persi e all’avvicendamento al “premierato” che è capitato anche a Letta e Conte ma alle ferite che la squadra ha riportato in battaglia. Già perchè proprio mentre Odogwu aveva trovato una buona condizione ribadendo la sua centralità nell’idea di gioco di mister Vecchi, l’ariete veronese-nigeriano si è stirato e probabilmente dovrà stare al palo per un mesetto. Stessa prognosi anche per Mattia Marchi ed un grosso punto interrogativo anche per Malomo. Insomma, il Südtirol entra nelle acque tempestose della regata con vento contrario mentre il Padova sembra Luna Rossa dopo aver fatto follie nel mercato di gennaio. E proprio domenica al Druso alle 17.30 ci sarà lo scontro diretto con i patavini.
Certo, il pareggio sarebbe stato il risultato più logico però va detto che i bresciani hanno vinto d’esperienza e di mestiere e forse il Südtirol ha pagato un approccio troppo morbido al match e forse anche uno schieramento inedito con Greco in cabina di regia e con Gatto mezzala al posto dello squalificato Tait. Ed è proprio nella zona nevralgica del campo che nella prima mezzora la Feralpi ha fatto densità, dettato le regole d’ingaggio con il Südtirol spettatore non pagante. Certo peccato per l’ingenuità di Casiraghi che al 27’ sgambetta in area Hergheligiu che davanti a sé aveva ancora un muro di giocatori da superare ma il trequartista lombardo ha allungato incautamente la gamba neanche ci trovassimo nel campetto dell’oratorio. E allora ennesimo rigore a sfavore come con il Cesena, la Triestina, il Ravenna, la Fermana: dagli undici metri calcia con potenza di sinistro Ceccarelli, palla a mezza altezza alla sinistra di Poluzzi.
A inizio ripresa mister Vecchi stravolge l’assetto ed opta per uno spregiudicato 4-2-3-1 con Voltan alle spalle di Bagnaghi, Fischnaller e Rover. La Feralpi si chiude, il Südtirol attacca, attacca e attacca ancora ma non riesce a tradurre in occasioni da gol l’enorme mole di gioco che produce. Due belle conclusioni di Voltan e Beccaro ma De Lucia e Saturno dicono no. E così nel momento di massimo sforzo arriva il raddoppio ospite: discesa di Hergheligiu sulla destra, palla in area a trovare la finta di Guerra che trova l'inserimento a rimorchio sul secondo palo di Scarsella, il quale da pochi passi insacca. La zona è rossa ma mercoledì a Carpi si può anche tornare in quella gialla.
Del resto giocatori come Morosini, Ceccarelli, Guerra e Scarsella hanno trascorsi importanti e recenti in serie B e sanno trattare la palla.
Ma il lockdown non si limita ai tre punti persi e all’avvicendamento al “premierato” che è capitato anche a Letta e Conte ma alle ferite che la squadra ha riportato in battaglia. Già perchè proprio mentre Odogwu aveva trovato una buona condizione ribadendo la sua centralità nell’idea di gioco di mister Vecchi, l’ariete veronese-nigeriano si è stirato e probabilmente dovrà stare al palo per un mesetto. Stessa prognosi anche per Mattia Marchi ed un grosso punto interrogativo anche per Malomo. Insomma, il Südtirol entra nelle acque tempestose della regata con vento contrario mentre il Padova sembra Luna Rossa dopo aver fatto follie nel mercato di gennaio. E proprio domenica al Druso alle 17.30 ci sarà lo scontro diretto con i patavini.
Certo, il pareggio sarebbe stato il risultato più logico però va detto che i bresciani hanno vinto d’esperienza e di mestiere e forse il Südtirol ha pagato un approccio troppo morbido al match e forse anche uno schieramento inedito con Greco in cabina di regia e con Gatto mezzala al posto dello squalificato Tait. Ed è proprio nella zona nevralgica del campo che nella prima mezzora la Feralpi ha fatto densità, dettato le regole d’ingaggio con il Südtirol spettatore non pagante. Certo peccato per l’ingenuità di Casiraghi che al 27’ sgambetta in area Hergheligiu che davanti a sé aveva ancora un muro di giocatori da superare ma il trequartista lombardo ha allungato incautamente la gamba neanche ci trovassimo nel campetto dell’oratorio. E allora ennesimo rigore a sfavore come con il Cesena, la Triestina, il Ravenna, la Fermana: dagli undici metri calcia con potenza di sinistro Ceccarelli, palla a mezza altezza alla sinistra di Poluzzi.
A inizio ripresa mister Vecchi stravolge l’assetto ed opta per uno spregiudicato 4-2-3-1 con Voltan alle spalle di Bagnaghi, Fischnaller e Rover. La Feralpi si chiude, il Südtirol attacca, attacca e attacca ancora ma non riesce a tradurre in occasioni da gol l’enorme mole di gioco che produce. Due belle conclusioni di Voltan e Beccaro ma De Lucia e Saturno dicono no. E così nel momento di massimo sforzo arriva il raddoppio ospite: discesa di Hergheligiu sulla destra, palla in area a trovare la finta di Guerra che trova l'inserimento a rimorchio sul secondo palo di Scarsella, il quale da pochi passi insacca. La zona è rossa ma mercoledì a Carpi si può anche tornare in quella gialla.


