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ROMA. Un debutto alla grande quello di ieri per il tecnico trentino Rolando Maran. Con il suo Catania, Rolly ha fatto un figurone all’Olimpico contro la Roma di Totti e Zeman. Alla fine un pareggio che forse va più stretto ai siciliani che non ai capitolini, costretti per due volte a rincorrere un Catania che non ha mai sofferto di timore reverenziale.
Per Maran si è trattato della prima partita in serie A dopo le stagioni alle giovanili di Chievo e Brescia, in C1 al Cittadella, in serie B a Brescia (nel 2006 sostituito proprio da Zeman pur in buona posizione di classifica), quindi Bari, Triestina, Vicenza e Varese.
Nato a Rovereto il 14 luglio 1963, Rolando Maran da calciatore è stato protagonista del «miracolo« Chievo passato dalla C2 alla B tra il 1986 e il 1995.
Dopo aver condotto nella scorsa stagione il Varese alla finale dei play-off di serie B persa contro la Sampdoria, il tecnico ha compiuto il grande salto in serie A come nuovo allenatore del Catania per prendere l’eredità di Vincenzo Montella. Con la società etnea ha firmato un contratto di un anno.
«Da quando alleno - ha detto Maran - ho sempre cercato di dare un’identità ben precisa alle mie squadre a prescindere dall’avversario».
Prima del suo storico esordio ieri nella massima serie, Maran non ha nascosto di sentirsi alquanto emozionato. Del resto, chi non lo sarebbe quando alla “prima” ti trovi contro uno come Totti e come collega di panchina uno come Zeman? Sul mtach di ieri sera all’Olimpico, il tecnico trentino afferma: «Ci siamo presentati con lo spirito del primo giorno di scuola, del resto gli stimoli non ci mancavano di certo». E confessa: «Volete sapere come ho immaginato il mio esordio? Con una vittoria». Beh, ci è andato vicino.


