BOLZANO. Ci sono notti incredibili che non si possono dimenticare, serate pazzesche che sembrano non finire mai. Quella dell'overtime, pensando al Bolzano, è una storia cominciata cinque anni fa, con il colpo da biliardo di Ziga Pance. Da lì in poi di episodi se ne sono susseguiti tanti, anche difficili da digerire. Il gol di McLean a Linz in gara 6 di tre stagioni orsono, tanto per fare un esempio, ma anche il sigillo in contropiede di Vause, in gara 2 di semifinali contro Vienna due stagioni fa, e poi già, quello forse più amaro: il tocco di Bischofberger, che a mezzanotte e passa, tra venerdì e sabato, ha deciso la sfida più incredibile di sempre in Erste Bank Eishockey Liga. I ricordi, talvolta, fanno male, e vanno riposti in soffitta.
Voglia di rivincita
Oggi a Klagenfurt la battaglia numero tre è già il primo pensiero di Bolzano e Klagenfurt. Gli austriaci, avanti 2-0, possono conquistare il primo match-point della contesa al meglio delle sette gare. Bolzano, per parte sua, dopo due overtime andati in fumo, vuole portarsi a casa una vittoria, che avrebbe già meritato di conquistare in questa serie tiratissima. Perchè nonostante tutto, le assenze, la forza dell'avversario, il destino che sembra volersi mettere di traverso fra i Foxes e le semifinali, i biancorossi, quelli campioni Ebel, hanno mostrato il solito cuore e non hanno certo voglia di abdicare. Ci mancherebbe.
La tegola Nordlund.
Oggi non sarà della partita Markus Nordlund , fermato dal giudice sportivo con la prova tv per una carica alla balaustra. C'è ancora tempo di combattere, di riaprire i giochi, di colpire un avversario che ha un discreto vantaggio, ma non deve fare paura. Bolzano ci crede. L'overtime, finora, è stato letale, ma il passato non conta più. Anche se la notte di venerdì nessuna potrà mai dimenticarla.
Il record che entra nella storia
Gara 2 dei quarti di finale giocata al Palaonda ha tenuto in piedi e con il fiato sospeso quasi 4000 persone, che alla fine (qualcuno evidentemente era già tornato a casa) hanno applaudito tutti, nessuno escluso. E' il bello dell'hockey, che scrive un altro pezzo di storia grazie alla drammatica sfida di Via Galvani. La più lunga in Italia e la nona gara più lunga di sempre in Europa, in una classifica dove svetta ancora lìepica battaglia durata 217 minuti, tra Storhamar Dragons e lo Sparta Warriors, giocata in Norvegia nel 2017. In Ebel mai una partita era durata così a lungo e mai in Italia, prima di venerdì, due squadre avevano combattutto per quasi cinque ore, prima di aggiudicarsi il match. Bolzano e il Palaonda scrivono la storia. Ancora una volta. Adesso resterà da capire chi, tra Foxes e Giubbe Rosse, avrà più benzina per arrivare fino alla meta.
Smith e Augen a corrente alternata. Quando si vive da vicino una serie così tirata, il primo pensiero è rivolto ai due portieri, protagonisti a distanza di una sfida, spesso decisiva, soprattutto quando di parla di playoff. Smith, finora,sta facendo buonissime cose: Irving è un'altra cosa va detto, ma il goalie con passaporto italiano si sta mettendo coraggio e anche qualche numero incredibile, vedi parata su Koch in tuffo con la spalla nel secondo drittel. Dall'altra, va detto, Smith, ha almeno due gol sulla coscienza, ma con l'aiuto del reparto difensivo biancorosso, può ancora tenere in vita i Foxes. Su Haugen, all'esordio venerdì in questa serie, poca da dire: prestazione al di sotto della media e l'impressione che il portierone norvegese stia stringendo, e non poco, i denti, per mascherare una condizione fisica decisamente precaria.
A Klagenfurt serve un colpo
In Carinzia Bolzano, numeri alla mano, non vince da oltre un anno (9 marzo 2017). Beddoes punta sull'equilibrio a livello di time-on-ice, aspetto questo che Suikkanen, per una stagione intera, a messo colpevolmente in secondo piano. “Daremo l'anima per portare a casa gara 3 – spiega il terzino Daniel Glira – autore della prima rete del Bolzano venerdì – non abbiamo voglia di mollare e siamo convinti, ancora una volta, di giocarcela fino alla fine”. Gara 3 tra Kac e Bolzano sarà trasmessa in diretta su Video 33, a partire dalle 17.15. A commentarla, come sempre, ci saranno Michele Bolognini e coach Fabio Larcher.
Voglia di rivincita
Oggi a Klagenfurt la battaglia numero tre è già il primo pensiero di Bolzano e Klagenfurt. Gli austriaci, avanti 2-0, possono conquistare il primo match-point della contesa al meglio delle sette gare. Bolzano, per parte sua, dopo due overtime andati in fumo, vuole portarsi a casa una vittoria, che avrebbe già meritato di conquistare in questa serie tiratissima. Perchè nonostante tutto, le assenze, la forza dell'avversario, il destino che sembra volersi mettere di traverso fra i Foxes e le semifinali, i biancorossi, quelli campioni Ebel, hanno mostrato il solito cuore e non hanno certo voglia di abdicare. Ci mancherebbe.
La tegola Nordlund.
Oggi non sarà della partita Markus Nordlund , fermato dal giudice sportivo con la prova tv per una carica alla balaustra. C'è ancora tempo di combattere, di riaprire i giochi, di colpire un avversario che ha un discreto vantaggio, ma non deve fare paura. Bolzano ci crede. L'overtime, finora, è stato letale, ma il passato non conta più. Anche se la notte di venerdì nessuna potrà mai dimenticarla.
Il record che entra nella storia
Gara 2 dei quarti di finale giocata al Palaonda ha tenuto in piedi e con il fiato sospeso quasi 4000 persone, che alla fine (qualcuno evidentemente era già tornato a casa) hanno applaudito tutti, nessuno escluso. E' il bello dell'hockey, che scrive un altro pezzo di storia grazie alla drammatica sfida di Via Galvani. La più lunga in Italia e la nona gara più lunga di sempre in Europa, in una classifica dove svetta ancora lìepica battaglia durata 217 minuti, tra Storhamar Dragons e lo Sparta Warriors, giocata in Norvegia nel 2017. In Ebel mai una partita era durata così a lungo e mai in Italia, prima di venerdì, due squadre avevano combattutto per quasi cinque ore, prima di aggiudicarsi il match. Bolzano e il Palaonda scrivono la storia. Ancora una volta. Adesso resterà da capire chi, tra Foxes e Giubbe Rosse, avrà più benzina per arrivare fino alla meta.
Smith e Augen a corrente alternata. Quando si vive da vicino una serie così tirata, il primo pensiero è rivolto ai due portieri, protagonisti a distanza di una sfida, spesso decisiva, soprattutto quando di parla di playoff. Smith, finora,sta facendo buonissime cose: Irving è un'altra cosa va detto, ma il goalie con passaporto italiano si sta mettendo coraggio e anche qualche numero incredibile, vedi parata su Koch in tuffo con la spalla nel secondo drittel. Dall'altra, va detto, Smith, ha almeno due gol sulla coscienza, ma con l'aiuto del reparto difensivo biancorosso, può ancora tenere in vita i Foxes. Su Haugen, all'esordio venerdì in questa serie, poca da dire: prestazione al di sotto della media e l'impressione che il portierone norvegese stia stringendo, e non poco, i denti, per mascherare una condizione fisica decisamente precaria.
A Klagenfurt serve un colpo
In Carinzia Bolzano, numeri alla mano, non vince da oltre un anno (9 marzo 2017). Beddoes punta sull'equilibrio a livello di time-on-ice, aspetto questo che Suikkanen, per una stagione intera, a messo colpevolmente in secondo piano. “Daremo l'anima per portare a casa gara 3 – spiega il terzino Daniel Glira – autore della prima rete del Bolzano venerdì – non abbiamo voglia di mollare e siamo convinti, ancora una volta, di giocarcela fino alla fine”. Gara 3 tra Kac e Bolzano sarà trasmessa in diretta su Video 33, a partire dalle 17.15. A commentarla, come sempre, ci saranno Michele Bolognini e coach Fabio Larcher.

