Bolzano. A soli 15 anni ha vinto il campionato italiano assoluto. Una predestinata. Ora, che di anni ne ha 17, Katharina Fink si prepara per il salto definitivo tra le big del badminton. In questa stagione avrebbe dovuto prendere confidenza con la categoria Senior, in cui entrerà in pianta stabile nella prossima annata, ma è stata fermata dall’emergenza sanitaria, che ha bloccato tutto lo sport. Prima della pandemia, in coppia con Yasmine Hamza, Fink è comunque riuscita a vincere a Pretoria il doppio del South Africa International. È stata la sua prima vittoria a livello Senior, un oro impreziosito poi dall’argento ottenuto nel singolare. Per Katharina, bolzanina classe 2002, il badminton è qualcosa più di uno sport. Lo si capisce dalle sue parole e dalla gioia che esprime quando scende in campo, racchetta e volano in mano.

«Ho iniziato a giocare quando avevo dieci anni, scoprendo il badminton grazie a Markus Kaserer, un allenatore che è venuto a scuola per mostrarci questo sport», dice l’atleta dello SSV Bozen e della Südtirol Badminton School.

In precedenza aveva praticato già qualche altra disciplina?

«Sì, ho provato tanti sport, come tennis, pattinaggio, equitazione, snowboard e sci».

Però è stato il badminton a fare breccia...

«Mi è piaciuto subito. Nel badminton devi essere bravo sia tatticamente che mentalmente. Poi devi avere anche una certa forza per eseguire determinati colpi. Questo sport mi aiuta a sfogarmi. È la mia energia».

È difficile coniugare sport e studio?

«Frequento il liceo scientifico di Bolzano e ci sono alcuni periodi complicati, non lo nego, ma per fortuna non vado male a scuola. Qualche sacrificio, comunque, bisogna farlo».

È molto giovane, ma ha già ottenuto vittorie importanti. Qual è la più significativa?

«A 15 anni ho vinto il titolo italiano assoluto, la gara più importante a livello nazionale. È stato molto bello, però risponderei le vittorie in campo internazionale. Lì il livello si alza. Quindi direi il mio primo titolo all’estero, ottenuto a 14 anni a Zagabria in Croazia in una competizione Under 15. Non me l’aspettavo ed è stato bellissimo. Un’altra grande vittoria è stata quella ottenuta con la mia compagna di doppio, Yasmine Hamza, in Sudafrica in una gara Senior».

Con Yasmine formate una bella coppia, di prospettiva per il badminton azzurro.

«Sì, siamo amiche, viaggiamo tanto assieme e ci vediamo ogni giorno. Siamo legate da un bellissimo rapporto, ci aiutiamo a vicenda, poi - purtroppo - qualche volta capita che giochiamo anche contro».

Siete due giocatrici complementari?

«Il nostro livello è molto simile. Lei è molto tecnica ed è brava a rete. Io invece ho un attacco molto potente e agisco dietro. Yasmine è abile a mettere pressione alle avversarie e questo fa in modo che io possa attaccare. Lei è tecnica, io corro: ci completiamo così».

Da quanto tempo gioca con la Nazionale?

«Ho iniziato dall’Under 17. Con l’Italia ho disputato i primi tornei a 15 anni. Qualche volta ci alleniamo a Milano e abbiamo un bel rapporto con i compagni».

Viaggia tanto?

«Sì, grazie al badminton ho avuto l’opportunità di conoscere anche altri continenti. Prima non viaggiavo molto. Siamo andati anche in Cina, dove ci siamo allenati un mese. Questa è stata l’esperienza migliore che abbia mai fatto, almeno sinora. Studio anche il cinese ed è stata un’avventura fantastica, perché, oltre ad allenarmi, ho potuto mettere in pratica i miei studi e ho avuto modo di scoprire la loro cultura».

Le piacerebbe tornare in Cina?

«Certo, ma vorrei andare un po’ ovunque, anche in America Latina e in Africa. Sono molto grata al badminton, perché mi offre un’opportunità unica: viaggiare».

È rimasta impressionata da qualche giocatrice in particolare nella sua, sinora, giovane carriera?

«Dovrei fare diversi nomi, però mi vengono subito in mente due atlete ungheresi, entrambe bravissime. Contro una di loro, in particolare, non pensavo dovessi correre così tanto. Gli incontri con gli adulti, che logicamente hanno più esperienza, mi fanno capire come debba allenarmi ancora tanto per raggiungere il loro livello e magari superarlo. Mi piace affrontare queste partite, perché ti cambiano la mentalità».

In Italia, invece, com’è la situazione?

«Ci sono tanti giovani che stanno crescendo e stanno raggiungendo gli adulti. A livello internazionale, invece, è completamente diverso. Ho affrontato avversarie molto forti e, per come giocano loro, hai poche chance. In campo, comunque, scendo sempre con tanta serenità e rispetto nei loro confronti, perché da queste partite puoi solo imparare».

Qual è il suo obiettivo?

«Sono all’ultimo anno della categoria Under 19 e poi dovrò salire tra i Senior. In questa stagione avremmo voluto partecipare a molti tornei per fare esperienza e iniziare ad abituarsi alla categoria, ma l’emergenza sanitaria non ha aiutato».

E il suo sogno qual è?

«È quello di giocare e sfidare le giocatrici più brave del mondo».

Chi ha avuto un ruolo fondamentale nella sua carriera?

«Dietro a ogni atleta c’è un gruppo, un team. E io ho un allenatore come Csaba Hamza che mi aiuta a crescere ogni giorno. Poi c’è il nostro mental coach, Gabriele Ghirardello, che è sempre disponibile e pronto ad ascoltarci. È importante che un atleta sappia pensare in modo positivo. E poi la mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto».

Lei fa parte della Südtirol Badminton School. Come si trova in questa scuola?

«Mi trovo molto bene. Vengono ad allenarsi anche tantissimi giocatori da Appiano e Merano e lavoriamo assieme un paio di volte a settimana. Capita che arrivino anche allenatori dall’estero e queste sono opportunità uniche. La SBS è veramente una scuola fondamentale per aumentare il proprio livello».

Coronavirus permettendo, quali sono i prossimi appuntamenti in agenda?

«Ci sono alcune gare in programma, però al momento è ancora presto per capire se si faranno. Ce ne sarebbe una in Bulgaria, poi a novembre si sarebbero dovuti disputare gli Europei giovanili in Polonia, ma sarà cambiata la località. A gennaio, invece, si terrà il World Junior Championship in Nuova Zelanda. Non ci sono mai stata e vorrei tanto andarci».

Gli atleti altoatesini stanno ottenendo ottimi risultati nel badminton. Qual è il segreto?

«Il badminton ha successo perché Csaba e sua moglie (Erika Stich, ex giocatrice e ora allenatrice, ndr) stanno lavorando tanto con le scuole. Magari non ci sono moltissimi giocatori, ma la qualità non manca. Ci alleniamo tanto e miglioriamo tutti assieme».

©RIPRODUZIONE RISERVATA