BOLZANO. «Sono state due stagioni meravigliose». Il capo storico del tifo bolzanino, Stefano Salamone, parla già al passato. Perché di fatto la Curva Nene Michi non c’è più. O meglio, scompare la denominazione di quello che è diventato un vero e proprio “muro” biancorosso capace di rappresentare l’uomo in più sul ghiaccio, di caricare la squadra, di far tornare al Palaonda lo spirito e il calore dei bei tempi.

Di fatto inizia una nuova fase, caratterizzata sempre dal tifo per l’Hockey Club Bolzano, ma anche da una posizione molto più “dura” nei confronti della società biancorossa. «Ognuno di noi continuerà a seguire la squadra e a tifare dalla curva– sottolinea Salamone – ma lo farà in piena libertà: non vogliamo “sporcare” il nome di Nene Delaiti e Michi Pircher. Per quanto mi riguarda, dopo tanti anni appenderò il megafono al chiodo».

Nel frattempo, nonostante la “rumorosa” uscita di scena suggellata da un comunicato apparso già nella serata di domenica sulla pagina Facebook “Figli di Bolzano Hcb1933”, sono previsti nei prossimi giorni alcuni incontri fra i singoli gruppi della curva per decidere come e quando riorganizzare il settore più caldo del tifo biancorosso. Che si tratti solo di una fase di passaggio, e non di una chiusura tout court, lo conferma il fatto che è già previsto un pullman di supporters in partenza per l’esordio stagionale di venerdì a Graz, mentre la contestazione nei confronti della società potrebbe esplodere domenica in occasione della “prima” casalinga contro il Linz.

Secondo quanto trapela dagli ambienti ultras, infatti, la curva potrebbe restare vuota per protesta. Ma protesta per cosa? In molti pensano che il pomo della discordia sia il prezzo degli abbonamenti (265 euro), ma lo stesso Salamone rispedisce l’accusa al mittente.

«Siamo rimasti sicuramente delusi per i costi – spiega – e soprattutto perché non è stata offerta nessuna opzione veramente conveniente per le famiglie, che rappresentano il vero asse portante del nostro tifo, che in questi due anni ha visto in curva la presenza di tanti bambini. Ma quello che non accettiamo è la mancanza di rispetto nei nostri confronti, e di un briciolo di riconoscenza per quello che abbiamo fatto per l’Hockey Club Bolzano: lo scorso anno abbiamo sottoscritto 240 abbonamenti nel giro di poche ore, portando più di 40mila euro nelle casse della società. La realtà è che non vogliono tifosi, vogliono solo clienti da spennare senza dare in cambio mai nulla, nemmeno un minimo di programmazione e organizzazione». Questa la posizione dell’ormai ex rappresentante degli ultras biancorossi, che annuncia la fine della Curva Nene Michi il cui nome verrà sostituito a breve. Indipendentemente dal lato da cui la si voglia guardare, la questione riporta a galla l’importanza di avere un tifo come è stato quello andato in scena nelle ultime due stagioni al Palaonda, dove si era creato un clima “magico” del quale ha saputo beneficiare non solo la squadra, ma tutto il movimento dell’hockey su ghiaccio bolzanino. La rottura, forse, si poteva evitare. Per il bene di tutti.

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