BOLZANO. E' uno scricciolo di 160 centimetri per appena 40 chili, ma è capace di mettere al tappeto chiunque. Per informazioni chiedere alle sue avversarie, che una dopo l'altra hanno dovuto alzare bandiera bianca al suo cospetto. Stiamo parlando di Marion Huber, promessa di San Lorenzo, che con i suoi 15 anni è l'astro nascente del judo azzurro.
«Quest'anno con la nazionale italiana ha ottenuto più medaglie lei che tutte le altre sue compagne messe assieme», sottolinea con orgoglio l'allenatore della biondina pusterese, Kurt Steurer. Campionessa italiana nel 2010 e nel 2011, Marion si è infatti messa in luce anche in campo internazionale. Il suo talento non è passato inosservato, chi se l'è trovata di fronte sul tatami ha dovuto pagare dazio e lei ha fatto strada, fino ad arrivare sul podio nella sua categoria (-40 kg). In azzurro, la giovane (classe 1996) dell'Asv San Lorenzo ha infatti collezionato tre medaglie di bronzo consecutive nella Coppa Europa Under 17: a Berlino (Germania), a Szczyrk (Polonia) e a Ploiesti (Romania). A Zagabria (Croazia) e a Teplice (Repubblica Ceca), nelle prime due tappe dell'Europacup U17, ha fallito l'assalto al podio, seppur di poco: è finita rispettivamente quinta e settima.
Ma com'è nata la passione per il judo?
«Mia cugina Elisabeth praticava judo e così, assieme a mia sorella Karin (anche lei atleta della nazionale, ndr), mi sono avvicinata a questo splendido sport - risponde Marion -. Avevo sette anni e mai avrei pensato di poter arrivare così lontano».
Qual è il suo punto di forza?
«L'entusiasmo e la voglia di vincere», risponde Marion. «Ma anche la velocità e la condizione fisica: quando le sue rivali calano lei è ancora fresca ed è pronta ad assestare il colpo vincente», aggiunge il suo maestro Steurer.
Nonostante la sua carriera internazionale sia agli inizi, si è già tolta diverse soddisfazioni. A quale risultato è più affezionata?
«Quando ho vinto il mio primo bronzo, in Romania, a Ploiesti. A Berlino, invece, ho battuto nella finale per il terzo posto una giapponese, una delle più forti del mondo e quello è stato un incontro che non dimenticherò facilmente».
Immaginiamo che di sacrifici, in palestra, ne farà parecchi...
«Sì, mi alleno tanto, quattro volte alla settimana e poi nel weekend spesso sono via, per partecipare alle gare».
E riesce ad abbinare senza problemi sport e studio?
«Sì, perché riesco ad organizzarmi bene. Che scuola frequento? Il liceo scientifico di Brunico, sono in prima».
Che sensazioni prova quando indossa il kimono e sale sul tatami?
«Diciamo che mi concentro subito sull'incontro e penso subito a come vincerlo. E' importante partire bene con la prima mossa, poi sto attenta ai consigli che mi dà il maestro».
Cosa la affascina del judo?
«Amo combattere, ma il judo mi dà anche l'opportunità di stringere nuovi rapporti d'amicizia con le altre atlete. E poi ho la possibilità di scoprire il mondo, di viaggiare». Interviene Steurer. «Magari i suoi coetanei vanno in discoteca, però lei viaggia e vede posti unici».
Quello che l'ha colpita di più?
«Sicuramente Hong Kong. Ci sono stata l'anno scorso, a Pasqua, per un torneo (finì quinta, ndr) ed è un posto incantevole».
Ha un sogno nel cassetto?
«Sogno di salire sul podio agli Europei (a giugno a Malta, ndr) o ai Mondiali (ad agosto, in Ucraina, ndr)»
Niente Olimpiade?
«Quello sarebbe un bel traguardo. Ne riparleremo tra qualche anno...».

© RIPRODUZIONE RISERVATA