BOLZANO. Il cuore biancorosso è enorme quanto l’infinita gara 2, la partita più lunga di sempre al Palaonda. Emozioni sul ghiaccio ed emozioni sugli spalti per una serata che resterà a lungo nei ricordi del pubblico bolzanino, senza dubbio il più colorato, animato e folcloristico di tutta la Ebel.

La curva protagonista.

Sono proprio i tifosi i protagonisti dell’immediato pre partita e delle battute iniziali. Grande attività da parte della Curva Figli di Bolzano all’inizio del match. Prima uno striscione in segno di ringraziamento a coach Kai Suikkanen in lingua finlandese (“Grazie Kai. Ci hai regalato un sogno e sarai sempre nei nostri cuori”, la traduzione) poi, appena scodellato il disco e in totale silenzio, uno striscione decisamente piccante: “Questo vi meritate…. per il rispetto che ci date”. La decisione di questa piccola protesta è riferita a gara 1, quando i giocatori, arrabbiati per la sconfitta subita all’overtime, hanno lasciato il ghiaccio dimenticandosi di salutare (e ringraziare) i tifosi. Poi la curva agita centinaia di bandierine biancorosse con il vecchio logo, fa salire una grande maglia rossa con il numero 7, sulla schiena il nome è F.di B e sotto HCB 1933, ed espone un terzo striscione: “questo è quello che siamo per la maglia che adoriamo”.

Fine dello «sciopero».

Dopo cinque minuti di gioco effettivi lo sciopero si conclude, la curva torna a intonare canzoni e ritornelli e l’atmosfera del Palaonda di scalda in un attimo. Tra un «canterò forza Bolzano, canterò finché vivrò»e un «alé forza Bolzano alé, devi vinceré vinceréee….» passando da «siamo l’Armata biancorossa e mai nessun ci fermerà»i quasi 3700 presenti hanno vissuto emozioni contrastanti.

Le esplosioni di gioia accompagnate da scroscianti applausi, i “nooo…” per i gol subiti, i tanti fischi che hanno sommerso sia qualche guascone giocatore avversario (talvolta anche cattivo) che qualche maldigerita singolare decisione arbitrale, hanno accompagnato una partita intensa, da mille e una notte, da mille e più tensioni e soprattutto la più lunga di sempre. Il record era di 86’21 e risaliva al 17 marzo 2017 in occasione della semifinale vinta 3 a 2 dai Vienna Capitals con goal di Vause.

Tanti i grandi ex sugli spalti.

Ad assistere alla sfida anche alcuni grandi ex biancorossi del passato, due su tutti, “il Cigno” Martin Pavlu ed il “Falco di Gallio” Lucio Topatigh.

Come sempre un gran brulicare di personalità in Vip room ospiti del patron dei Foxes, Dieter Knoll, anche lui in versione playoff data l’insolita barba sulle sue guance, Knoll che ha assistito per gran parte della partita da bordo campo. Tra i presenti c’erano l’assessore comunale Luis Walcher, il presidente di Assoimpenditori Alto Adige, Federico Giudiceandrea, gli avvocati Gerhard Brandstätter e Thomas Tiefenbrunner, il coordinatore della candidatura olimpica del sito di Anterselva, Elmar Pichler Rolle e tanti rappresentanti degli sponsor.

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