Pisa. «L’incidente ha scosso la squadra, ma la staffetta continuerà: lo vorrebbe Alex, se fosse sveglio, e anche sua moglie Daniela ci ha esortato ad andare avanti, a portarla a termine».

Il 13 giugno scorso, a Levico Terme, il perginese Michele Grieco ha dato il via a una delle staffette di Obiettivo Tricolore, la speciale iniziativa promossa da Alex Zanardi e dalla sua squadra (Obiettivo3) per la ripartenza, dopo il difficile periodo causato dalla pandemia di Covid-19.

Il 29enne paraciclista trentino, che pedala con una protesi in titanio alla gamba sinistra, è montato in sella tre anni fa, proprio grazie a Zanardi. Il tenace Alex ora sta lottando per la vita, vittima di un bruttissimo incidente nella giornata di venerdì, in Toscana, durante una tappa della staffetta da lui ideata.

«Stiamo aspettando notizie dall’ospedale, come tutti» esordisce Grieco, comprensibilmente scosso dall’accaduto.

In molti hanno provato ad analizzare la dinamica dell'incidente. C'è chi ha parlato di carenze nell’organizzazione della staffetta, sulla mancata comunicazione del transito della stessa, ad esempio.

«In molti hanno parlato di Obiettivo Tricolore come se si trattasse di una manifestazione sportiva, ma parliamo di una semplice pedalata, che non richiedeva alcuna chiusura strade – spiega al proposito Michele –. È come se decidessi di attraversare l’Italia in bici con alcuni amici: nessuno mi chiederebbe di comunicare il mio transito e di chiedere la chiusura delle strade».

Zanardi, purtroppo, è stato vittima di un errore.

«Si cerca sempre di dare la colpa a qualcosa o a qualcuno, ma in questo caso possiamo parlare di una sfortunata serie di eventi – aggiunge Grieco -. Non è stata colpa del camionista, è stato Alex a sbandare».

Sotto gli occhi della moglie Daniela. «Dietro ad Alex, nel momento dell’incidente, c’era sua moglie Daniela, che lo seguiva in auto per fare assistenza, in caso di forature, guasti o semplicemente per passare le borracce» precisa Grieco, che assieme al team di Obiettivo porterà a termine quanto iniziato.

«Arriveremo fino a Santa Maria di Leuca, come da programma – replica Michele – Certo, non con il morale con cui siamo partiti. Quello è impossibile, ma adesso più che mai dobbiamo ascoltare Alex, dobbiamo andare avanti».

La staffetta è nata con l’idea di dare un segnale per la ripresa del Paese, dopo la drammatica emergenza legata al Covid19. Ora c’è un motivo in più per pedalare, sperando in una nuova rinascita di un campione a tutto tondo.

«Speriamo che Alex si possa svegliare e che possa tornare a stare come prima – commenta ancora Grieco –. Vogliamo essere vicini a lui e alla sua famiglia, alla moglie Daniela e al figlio Nicolò, che stanno vivendo ore difficili. Alex ci ha dato la forza, ha dato una scossa alla nostra vita. Ora siamo chiamati a ricambiare, a provare a restituirgli una parte di quello che ci ha dato».

Michele partirà venerdì alla volta di Leuca, in Puglia.

«Prenderò parte alle ultime due tappe della staffetta – racconta il ciclista paralimpico perginese – Alex ha fortemente voluto questa iniziativa e sarebbe contento di vederci finirla».

Intanto si rimane costantemente connessi, in attesa di buone nuove dall'ospedale.

«Sappiamo che, fisicamente, Alex sta rispondendo bene – conclude Grieco –. Per la parte neurologica si potrà sapere qualcosa soltanto quando verrà svegliato. Alex ha una forza incredibile, che a volte lo porta a correre anche qualche rischio: ma è stata quella forza a permettergli di ripartire e speriamo che lo sostenga anche in questa occasione».

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