PHOTO
Bolzano. Squadra che vince non si cambia! La Virtus Bolzano edizione 2019-2020 avrà le stesse caratteristiche, tecniche ed operative, di quella che ha centrato lo storico quinto posto nella seconda stagione in quarta serie. Almeno queste le volontà espresse da mister Alfredo Sebastiani, al netto di quelle che, al momento, sono gli unici due addii: quello sicuro del portiere Tenderini, emigrato a Lana, e quello probabile dell’attaccante Koni, le cui volontà sono quelle di accasarsi presso una società fuori dai confini del Belpaese. Per il resto il nuovo volto della Virtus Bolzano dovrebbe assomigliare, in massima parte, a quello ammirato nella passata stagione. C’è ancora comunque qualcosa da mettere a posto. In primis, il ds Fausto Grandi è impegnato nell’opera di convincimento nei confronti di Andi Kicaj. Il roccioso difensore, difatti, ha espresso il desiderio di cambiare casacca (Maia Alta?) con l’obiettivo di poter inanellare maggiori presenze. Spazio che Kicaj non è riuscito ad avere quest’anno, sia per il serio infortunio patito alla spalla che anche per “norme sui giovani” che ne hanno limitato l’utilizzo.
L’altra operazione di maquillage all’interno dello scacchiere biancorosso, e non meno importante, riguarda proprio gli under che, per regolamento, dovranno far parte della rosa e “pretendendo”, contestualmente, una costante presenza domenicale. Per la prossima stagione, la regola è quella che ogni compagine dovrà avere in campo obbligatoriamente quattro calciatori under, nello specifico: ‘99, due 2000 e un 2001.
Argomento che, in casa Virtus Bolzano, per il momento non sta trovando la giusta esplicazione. Il direttore sportivo Grandi è intenzionato a selezionare un portierino proveniente da fuori regione, così da affiancarlo a Weiss (se l’Alto Adige confermerà il prestito) e Grbic, per il resto Fausto Grandi è deciso a frequentare il mercato degli under essenzialmente in ambito provinciale. Il territorio calcistico altoatesino offre un portafoglio di giovani talenti davvero interessante, ma bisogna però confrontarsi anche sulle ambizioni dei saranno famosi in pectore che, come sappiamo, spesso e volentieri decidono di continuare a sviluppare le qualità per la squadra battente bandiera della valle d’origine piuttosto che della contrada, rifiutando così a priori l’idea di sottoporsi a sedute di allenamento costanti (4) e sicuramente impegnative. Da questo mercato dovrà arrivare anche il nome dell’attaccante di sfondamento destinato a rafforzare la linea biancorossa. Qualcosa potrebbe arrivare dalla Beretti dell’Alto Adige, ma in questa direzione le intenzioni sono ferme allo stadio della semplice “chiacchierata”. Il resto della scenografia della nuova Virtus Bolzano sarà allestito anche tenendo conto del budget e delle ambizioni che sosterranno la squadra nella prossima stagione. Partiamo da secondo punto. Dopo aver cesellato lo storico traguardo del quinto posto e l’accesso ai playoff, il business plan della Virtus Bolzano 2019-2020 potrebbe essere vergato dal claim “non succede…ma se succede?”. Il discorso, ovviamente, riguarda l’ambizione del salto di categoria. Confutato (ma non ci voleva molto) che disporre di un budget importante non corrisponde alla certezza matematica di vincere il campionato, la Virtus Bolzano ripartirà dall’idea di voler continuare a stupire gli addetti ai lavori ed a far innamorare sempre più tifosi locali pur non disponendo di grandi mezzi finanziari. L’argomento salto di categoria, o quanto meno l’idea di puntare a giocare per l’obiettivo grosso, è ancora un argomento tabù…ma non di più di tanto. Il lavoro ed i risultati ottenuti da mister Sebastiani, non solo hanno dimostrato cosa è possibile ottenere “con quello che c’è” ma proprio mister Sebastiani nella stagione 2009-2010 seppe dimostrare come è stato possibile salire in C1 con una squadra composta da dieci altoatesini, tutti provenienti dal vivaio. A questo punto viene spontaneo chiedersi cosa si potrebbe ottenere in aggiunta se si riuscisse ad avere una rosa di sedici-diciotto giocatori da prima squadra. E qui si apre il discorso sul budget che riguarda sia la società che anche i partner pubblici. Il brand della Virtus Bolzano è riuscito a riscaldare gli animi che in città parevano sopiti. Risultato al quale bisognerà prestare molta attenzione, oltre che sostenere per puntare ancora più in alto. La piazza biancorossa, tra reale e virtuale, sogna la terza serie e, seppur, timidamente pone la domanda: “siamo sicuri che in serie C non ci spazio posto per due compagini altoatesine?
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’altra operazione di maquillage all’interno dello scacchiere biancorosso, e non meno importante, riguarda proprio gli under che, per regolamento, dovranno far parte della rosa e “pretendendo”, contestualmente, una costante presenza domenicale. Per la prossima stagione, la regola è quella che ogni compagine dovrà avere in campo obbligatoriamente quattro calciatori under, nello specifico: ‘99, due 2000 e un 2001.
Argomento che, in casa Virtus Bolzano, per il momento non sta trovando la giusta esplicazione. Il direttore sportivo Grandi è intenzionato a selezionare un portierino proveniente da fuori regione, così da affiancarlo a Weiss (se l’Alto Adige confermerà il prestito) e Grbic, per il resto Fausto Grandi è deciso a frequentare il mercato degli under essenzialmente in ambito provinciale. Il territorio calcistico altoatesino offre un portafoglio di giovani talenti davvero interessante, ma bisogna però confrontarsi anche sulle ambizioni dei saranno famosi in pectore che, come sappiamo, spesso e volentieri decidono di continuare a sviluppare le qualità per la squadra battente bandiera della valle d’origine piuttosto che della contrada, rifiutando così a priori l’idea di sottoporsi a sedute di allenamento costanti (4) e sicuramente impegnative. Da questo mercato dovrà arrivare anche il nome dell’attaccante di sfondamento destinato a rafforzare la linea biancorossa. Qualcosa potrebbe arrivare dalla Beretti dell’Alto Adige, ma in questa direzione le intenzioni sono ferme allo stadio della semplice “chiacchierata”. Il resto della scenografia della nuova Virtus Bolzano sarà allestito anche tenendo conto del budget e delle ambizioni che sosterranno la squadra nella prossima stagione. Partiamo da secondo punto. Dopo aver cesellato lo storico traguardo del quinto posto e l’accesso ai playoff, il business plan della Virtus Bolzano 2019-2020 potrebbe essere vergato dal claim “non succede…ma se succede?”. Il discorso, ovviamente, riguarda l’ambizione del salto di categoria. Confutato (ma non ci voleva molto) che disporre di un budget importante non corrisponde alla certezza matematica di vincere il campionato, la Virtus Bolzano ripartirà dall’idea di voler continuare a stupire gli addetti ai lavori ed a far innamorare sempre più tifosi locali pur non disponendo di grandi mezzi finanziari. L’argomento salto di categoria, o quanto meno l’idea di puntare a giocare per l’obiettivo grosso, è ancora un argomento tabù…ma non di più di tanto. Il lavoro ed i risultati ottenuti da mister Sebastiani, non solo hanno dimostrato cosa è possibile ottenere “con quello che c’è” ma proprio mister Sebastiani nella stagione 2009-2010 seppe dimostrare come è stato possibile salire in C1 con una squadra composta da dieci altoatesini, tutti provenienti dal vivaio. A questo punto viene spontaneo chiedersi cosa si potrebbe ottenere in aggiunta se si riuscisse ad avere una rosa di sedici-diciotto giocatori da prima squadra. E qui si apre il discorso sul budget che riguarda sia la società che anche i partner pubblici. Il brand della Virtus Bolzano è riuscito a riscaldare gli animi che in città parevano sopiti. Risultato al quale bisognerà prestare molta attenzione, oltre che sostenere per puntare ancora più in alto. La piazza biancorossa, tra reale e virtuale, sogna la terza serie e, seppur, timidamente pone la domanda: “siamo sicuri che in serie C non ci spazio posto per due compagini altoatesine?
©RIPRODUZIONE RISERVATA.


