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TRENTO. Ora chiamatelo dottor Manuel Quinziato. Ieri, all’età di 37 anni, il professionista bolzanino della Bmc Racing ha tagliato un altro importante traguardo, dottore in Giurisprudenza. Una soddisfazione che il passistone della squadra World Tour americana mette alla pari con i successi conquistati nelle cronosquadre iridate del 2014 (a Ponferrada) e del 2015 (a Richimond) e nella crono tricolore del 2016. Portata a termine la Tirreno-Adriatico con il 19esimo posto nella prova contro il tempo conclusiva disputata con la maglia di campione italiano sulle spalle, Quinziato ieri è sceso dalla bicicletta e ha portato a termine il corso di laurea magistrale in Giurisprudenza all’Università di Trento, discutendo la tesi dal titolo “L’ordinamento sportivo e i rapporti tra giustizia sportiva e giustizia ordinaria”. Il bolzanino iniziò il proprio corso di studi nel lontano 1999, quando ancora correva tra i Dilettanti. Ieri la degna conclusione: una corsa lunga diciott’anni, conclusa con uno splendido arrivo a braccia alzate.
«È stata una bella soddisfazione – spiega il neolaureato – Il percorso di studi è stato più lungo di quanto pensassi, ma d’altronde ho avuto impegni agonistici che mi hanno rallentato. Sono contento, sia per me stesso che per il messaggio che vorrei trasmettere ai giovani atleti: si può fare attività sportiva ad alto livello e studiare. Certo, non è facile, così come non lo è stato prendere in mano la tesi di laurea durante la Tirreno-Adriatico, che è stata piuttosto impegnativa già di per sé. Penso che, in questo caso, la differenza la facciano le motivazioni e l’organizzazione, che a me non sono mai mancate. Questo traguardo vale quanto le più belle vittorie conquistate durante la carriera agonistica, quanto un oro nella cronosquadre dei Mondiali o una maglia tricolore».
Una volta terminata la carriera agonistica, Quinziato vorrebbe intraprendere quella del procuratore sportivo. «Per farlo non serve la laurea in Giurisprudenza, che potrà però tornare a mio vantaggio – conclude Quinziato – Serve, invece, per la persona che vuoi diventare: noi atleti siamo abituati a organizzarci, a non arrenderci, ad affrontare le difficoltà. Spesso, però, ci manca la formazione. Con questa laurea diciamo che mi sento più completo. Ad ogni modo, visto il percorso di studi che ho fatto, ho deciso che farò il praticantato, per poter poi accedere all'esame di stato».
Tagliato un traguardo, da vincitore, Quinziato sta già pensando alla prossima tappa, a un nuovo obiettivo da raggiungere. (l.f.)
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