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LIEGI. La città di Liegi si tinge di giallo. È dal Belgio che partirà oggi il Tour de France, edizione numero 99, con un cronoprologo di 6,4 km. Al via non ci saranno i due grandi protagonisti delle scorse edizioni: Alberto Contador, squalificato per doping, e Andy Schleck, che dando forfait per infortunio ha lasciato “orfano” il fratello Frank nei ranghi della Radioshack. I numeri favoriscono dunque l’australiano Cadel Evans, 35 anni, che ha il vantaggio di esser salito sul primo gradino del podio l’anno scorso (grazie anche al grande lavoro del bolzanino Manuel Quinziato) e il britannico Bradley Wiggins, 32 anni, trionfatore dell’ultimo Giro del Delfinato. Il londinese, che può contare su una squadra solida, il Team Sky, è determinato a scrivere una bella pagina della Grande Boucle: «L’importante non è sapere se vincerò il Tour, ma quando», ha affermato fiducioso.
Ma nella schiera dei contendenti alla maglia gialla dovrà fare i conti anche con Vincenzo Nibali, l’italiano della Liquigas trionfatore della Vuelta 2010 e che ha diverse chance di far bene in questo Tour. Il ciclista italiano avrà a disposizione Ivan Basso nel ruolo di gregario. Il percorso di quest’anno premierà gli audaci, ha promesso il direttore della corsa, Christian Prudhomme. Bisognerà essere corridori completi per arrivare primi sugli Champs-Elysees, a Parigi, il 24 luglio.
La corsa punta sul tempo: sono 101,4 i chilometri totali delle due tappe a cronometro, la prima a Besancon appena prima delle montagne, la seconda, lunghissima (53,5 km), in partenza da Chartres, il giorno prima dell’arrivo a Parigi. La corsa contro il tempo deciderà in buona parte la classifica finale.
«Affronto questo Tour con voglia e determinazione - afferma Nibali - Negli ultimi anni ho dimostrato di poter competere con i migliori e quest’anno ho una grande occasione, nonchè responsabilità. Non mi piace fare proclami o promesse, voglio solo dare tutto quanto è possibile per ottenere il miglior risultato. Il podio? È un obiettivo al quale credo, anche perchè avrò al mio fianco una squadra forte e attrezzata: Ivan Basso come supporto è un grande vantaggio. Dal Giro del Delfinato e dal successivo ritiro a Passo San Pellegrino ho avuto precise indicazioni su cosa devo migliorare. Oltre a Wiggins bisognerà curare Evans, Sanchez, Menchov, Van den Broeck, Gesink. Sarà una corsa aperta e combattuta fino all’ultimo - conclude il siciliano - e spero di essere lì a giocarmela fino in fondo quando sarà il momento di tirare le somme».


