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BOLZANO. Sulla torta già succulenta e sontuosa di una stagione indimenticabile mancava la ciliegina tricolore. Obiettivo prefissato, obiettivo raggiunto, tradotto in gergo sportivo detto-fatto. Il marchio di garanzia è delle Eagles Bolzano, una delle società dello sport italiano in assoluto più scudettato della storia che su scala europea è un piccolo CSKA Mosca dell'era sovietica dell'hockey femminile.
L’ultimo volo planare delle aquile bolzanine – mai così forti come in questa stagione, stupenda, bellissima, emozionante, vincente, nel corso della quale è stata riportata a sud delle Alpi la prestigiosa European Women’s Hockey League – è stato quello per arpionare il quindicesimo scudetto, l'ottavo consecutivo. La mission, più difficile del previsto causa la levetta posta in regime di stand-by da alcune giocatrici già in vacanza, si è conclusa ieri con la vittoria per a 7 a 2 in gara 2 contro l'Alleghe.
Un finale che rispecchia il reale potenziale del collettivo delle Eagles ma non lo sviluppo della partita. Fino ad oltre metà partita il risultato era inchiodato sull'1 a 1 (venete in vantaggio con la senatrice Zandegiacomo e poi ripresa dalla Furlan). Poi, a suonare la gran cassa della sveglia, ci hanno pensato Eleonora Bonafini e Beatrix Larger che hanno segnato le quattro reti (due a testa) più importanti del match. Un andamento ben diverso rispetto a 7335 giorni fa (2 marzo 1997) quando le Eagles Bolzano conquistarono, sempre al Palaonda, il loro primo scudetto al termine di una partita memorabile risolta nel finale.
Da quel giorno sono trascorsi vent'anni e un mese. Le Eagles sono cambiate, l'hockey in rosa è cambiato, è diventato più veloce e non è più così etichettato come sport minore (lungo il cammino di tanto in tanto s'incontra ancora qualche ostacolo), gli allenatori si sono susseguiti, ma una cosa è rimasta intatta: lo spirito d'unione che regna in spogliatoio. «È l'unione dello spogliatoio, oltre alla crescita costante della squadra, dalle giocatrici più esperte alle più giovani, che ha portato ad ottenere questi risultati», ha detto il coach delle Eagles, Fredy Püls che eguaglia quando aveva fatto Max Fedrizzi nel 2014 (EWHL e scudetto).
Giocatrice fondamentale è Chelsea Furlani, la capitana che sa come tenere a bada le compagne sia sul ghiaccio che fuori. Coach Fredy in questa stagione poteva disporre di un collettivo di prima classe con le due americane Piacentini e Renault grandi giocatrici ma che difficilmente ritorneranno il prossimo anno. Pochi minuti dopo il giro d'onore, pronto l'obiettivo della prossima stagione: difendere l'EWHL.


