SAN CANDIDO. «Per le Truppe Alpine questi campionati sono un appuntamento irrinunciabile - esordisce il Generale di Corpo d’Armata Alberto Primicerj davanti ai 1000 atleti schierati nella piazza del Magistrato di San Candido ieri nella cerimonia di apertura - poiché sono un’ottima opportunità per mettere a confronto le diverse metodologie addestrative qui applicate allo sforzo atletico e sportivo».

La montagna, spiegherà più tardi il Comandante delle Truppe Alpine, è un ambiente selettivo e tecnico nel quale, per muovere ed operare bisogna contare su se stessi, sulla propria preparazione e tenacia, sullo spirito di gruppo, caratteristiche che gli Alpini di oggi, come quelli di ieri hanno nel proprio codice genetico. Caratteristiche che vengono riconosciute in tutti gli ambiti, nazionali ed internazionali dove gli Alpini sono chiamati ad operare.

Gli Alpini ascoltano, orecchie tese sferzate dal freddo che avvolge San Candido nel tardo pomeriggio di ieri, ascoltano e attendono il momento in cui si aprirà il primo cancelletto, quando verrà passata la prima porta ed allora anche per loro, gli atleti militari, saranno veramente iniziati i Campionati Sciistici delle Truppe Alpine.

Non sono soli gli Alpini schierati in piazza: accanto a loro, infatti, allineati con loro, atleti militari provenienti da diversi reparti dell’Esercito e colleghi delle rappresentative straniere.

Quest’anno i Ca.STA vedono la partecipazione di atleti provenienti dall’Argentina e dagli USA per menzionare solo le più lontane delle dieci nazioni che concorrono, convinte che l’amicizia che si stringe misurandosi lealmente nelle competizioni sia un passo importante per la reciproca conoscenza e rinsaldare i legami di pace fra i popoli.

Soldati di diversi paesi che in comune hanno, oltre alla professione, l’amore per il proprio Paese, per la montagna e per lo sport.

Massima autorità militare presente, a suggello dell’importanza che la manifestazione ha all’interno delle Forze Armate, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli che ha ufficialmente aperto i giochi. «Qualcosa di molto profondo accomuna Alpini e Marinai e li rende entrambi veicoli privilegiati di cooperazione e solidarietà. Entrambi amano, o meglio, rispettano e tutelano, l’ambiente in cui operano. L’intesa, la solidarietà e la volontà di soccorrere la vita umana – che è la stessa in montagna come in mare, in pace come in guerra – diventano un collante universale – un unico equipaggio, un’unica cordata – a tutte le quote e a tutte le latitudini».

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