Bolzano. Le cronache narrano di tornei prestigiosi a Merano e ad Ortisei in un passato molto lontano. Avvicinandosi maggiormente ai giorni nostri, è dalla fine degli anni Ottanta che l’Alto Adige si è trasformato in territorio-calamita per i grandi campioni del tennis. E molto lo si deve ad un’intuizione di Alex Tabarelli, che nel 1987 organizzò a Bolzano la prima grande esibizione tra Italia e Cecoslovacchia, con Paolo Canè mattatore di giornata. A questa seguirono quattro edizioni del «Tennis Trophy», che catapultò nel capoluogo personaggi iconici come Ivan Lendl, Boris Becker, Goran Ivanisevic, Yannick Noah, Miloslav Mečíř e Jakob Hlasek. Appuntamenti talmente amati e fortunati, che confluirono, quasi naturalmente, in un torneo Atp, che animò il Palasport sia nel 1992 e nel 1993 e che vide in campo, tra gli altri, Thomas Enqvist, Michael Stich, Cedric Pioline e Andrij Medvedev. Sempre Tabarelli portò a Bressanone un torneo Satellite a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta ed un Challenger a Merano, nel 1991 e nel 1992. Questo torneo, sotto un’altra guida, si disputò poi anche dal 1994 al 1998, per crescere di grado, nel 1999, e vivere un’edizione da vero e proprio Atp.

Nel 1998, invece, prende il via la lunga storia del Futures ospitato dal Tc Rungg, che la scorsa estate ha raggiunto le 23 edizioni ed ha visto giocare, negli anni, atleti del calibro di Filippo Volandri, Evgeny Korolev, Andreas Seppi, Potito Starace, Ivan Dodig, Martin Klizan, Simone Bolelli, Matthias Bachinger e Paolo Lorenzi.

Nel 1999, infine, si è registrato il “ritorno” di Ortisei nel panorama del tennis internazionale, dapprima con un torneo Itf femminile, seguito poi da un Challenger maschile - lo scorso anno, in occasione della decima edizione, vinto da Jannik Sinner - e, dal 2015, nuovamente con una nuova manifestazione in rosa, l’ultima in ordine di tempo conclusasi proprio sabato. P.G.