BOLZANO. Nell'era dell'informatica, della computerizzazione galoppante e totalizzante, la Scuderia Dolomiti si muove con coerenza.

La settima volta della “Mendola History” è giunta dove voleva, ben oltre i passi montani ed i quasi 400 chilometri di gara “regolare” percorsa, costellata da ben 58 prove cronometrate.

La cronaca racconta di vincitori, di podi, di coppe e di medaglie. Come dell'altoatesino Fuzzy Kofler, regolarista tra i primi del ranking mondiale e trionfatore in casa per la categoria total green, grazie anche al supporto del navigatore Luca Gastaldi.

A loro e all'equipaggio Viganò/Fovana va il successo mondiale di tappa per l'Alternative Energies Cup, la competizione “ecologica” fortemente voluta dalla F.I.A, la federazione italiana dell’automobile.

Nella prova valida invece per il titolo italiano della regolarità classica vittoria per Salviato/Moglia e Lorenzini/Comencini, rispettivamente per le classi storiche e moderne.

Eppure la natura prima ed il senso ultimo di questo evento internazionale non è da ricercarsi tra gli allori, non è da leggere nell’ordine d’arrivo e da interpretare attarverso i podi.

Lo spettacolo col marchio di origine controllata offerto da Scuderia Dolomiti ha sancito la fine delle ostilità tra lo ieri e l'oggi, ha convertito la tristezza del ricordo in felice nostalgia e, finalmente, ha toccato attraverso il tema del motore e della mobilità la coscienza sensibile e l'interesse profondo del pubblico.

L' “Appiano Mendola” non ha perso nulla, ma solo guadagnato. I tornanti e le roccette della mitica cronoscalata hanno goduto della stessa esclusività di un tempo, negli anni sessanta e settanta data dal valore europeo della gara, oggi dal valore mondiale e dall'onore della stella silenziosa e preziosa del green, del futuro sceso in strada, qui e ora.

Se le quattro categorie in gara hanno aperto su un ventaglio temporale di quasi cent'anni di automobilismo, anche lo spazio di riferimento ha concorso all'espansione del gioco. La strada “cugina” del Passo Palade che si è offerta in queste ultime edizioni, insieme con l'altopiano del Renon, ha contribuito all'estensione naturale dello spazio gara che partiva di diritto storico dalla Mendola, offrendo così una più apprezzata e completa comprensione del nostro territorio e, non ultimo per importanza, il sigillo di garanzia F.I.A. per il riconoscimento mondiale della tappa, unica per l'Italia.

L'alto gradimento dell'edizione 2013, mai curioso a sfondo banale, è giunto dalla concezione che adesso una macchina che si ricarica come uno smartphone esiste, la possiamo comprare oggi e non per forza sempre “un domani”, al costo inferiore ai 10 mila euro e poi, per esagerare un po', ci si può addirittura iscrivere ad una gara. Questo il futuro, questa la nuova mobilità.

Il contatto ravvicinato tra i due poli della storia dell'automobile, storiche anni trenta ed elettriche, è parso naturale, stimolante e privo di rivendicazioni, ma parte di una stessa storia perchè, in fondo, sempre di macchine si tratta, sempre di piacere di guida si parla. E, come ogni anno,la Mendola History contribuisce in modo fondamentale a infondere questa “simpatia” verso il nuovo che avanza.

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