BOLZANO. La storia sono loro. Franco Viale, Giuliano “Ciccio” Ferraris, Heini Bacher, Robert Psenner, Siegfried Schlemmer, Franco De Vito, Norbert Koler, Giuliano Frigo, Alfredo Coletti, Armando Mencarelli, Charlie Longarini, Alberto De Grandi, Carmine Tucci.

Il 28 febbraio del 1963, battendo 11-1 l’SSV Bozen, l’Hockey Club Bolzano si laurea per la prima volta campione d’Italia. Da quel giorno sono passati esattamente 50 anni, e di quella magnifica squadra, capace nella stagione ’62-’63 di vincere 28 partite su 35, segnando 201 gol e subendone 111 (oltre allo scudetto arrivarono anche Coppa delle Alpi, Coppa Rondo e Coppa Pavoni), sono sopravvissuti in 8.

Negli anni sono venuti a mancare Mencarelli, capitan Frigo, Schlemmer e, più recentemente Longarini e Psenner. Tucci e Coletti, ovviamente, sono dall’altra parte dell’Oceano, mentre Franco Viale, che in quella stagione si alternò in porta con “Ciccio” Ferraris è bloccato a Milano dall’influenza. Lo scudetto, il primo della storia per la città, arrivò ufficialmente il 28 febbraio, ma in realtà il trionfo fu celebrato 5 giorni prima. É il 22 febbraio, lo stadio è il mitico Piranesi di Milano, di fronte i Diavoli della leggendaria linea ABC (Agazzi, Branduardi, Crotti) e appunto il Bolzano.

All’epoca i playoff non sapevano neppure cosa fossero, ci si giocava lo scudetto in un normale girone all’italiana, e ai biancorossi bastava un pareggio per essere sicuri di tenersi i rivali alle spalle prima dell’ultima ininfluente sfida cittadina con l’SSV.

Gli altoatesini iniziano alla grande con la doppietta di Coletti, poi i Diavoli ribaltano la situazione con Agazzi, Whittal e Branduardi, prima che Schlemmer e Bacher riportino il Bolzano avanti 3-4. Ma non è finita: i milanesi premono, gli ospiti si chiudono in difesa. Agazzi pareggia, a sette minuti dal termine Crotti segna il 5-4 e c’è il solito odore di beffa. A 120 secondi dal termine, però, Schlemmer pesca sotto porta Coletti, ed è 5-5. E’ scudetto, è il trionfo, è la storia. (m.b.)