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BRUNICO. Ha lottato per una stagione intera, collezionando 42 punti alla sua prima esperienza in campo in nazionale. Non male, per una squadra formata da giocatori locali In tutti o quasi i gironi della serie D sarebbero stati sufficienti per salvarsi direttamente, invece il San Giorgio ha dovuto passare altri 180 minuti infernali ai playout, prima di poter finalmente esultare.
Ha fatto un campionato pazzesco la squadra di Morini. Alzi la mano chi avrebbe scommessa sulla salvezza della matricola altoatesina. Forse nemmeno loro. Invece con il cuore sono riusciti a portare a termine questa impresa che resterà nella storia del calcio regionale. E pensare che la stagione era iniziata con quel crollo in casa del Delta Porto Tolle: un 5-0 che pareva sapesse già di condanna per i Morini's. Nulla di più sbagliato. I giocatori si sono guardati negli occhi e da quella partita in poi è stato tutto un altro San Giorgio. Onore al presidente Georg Brugger e al mister Patrizio Morini, che hanno creduto fin da subito in questa squadra. Allenamento dopo allenamento, partita dopo partita, gli Jergina hanno costruito la loro salvezza. Una salvezza conquistata con il sudore e la fatica di chi ogni giorno si alzava alle 7 e lavorava fino alle 18, prima di andare al campo. In un campionato che di dilettantistico ha ormai solo il nome, i pusteresi si sono trovati ad affrontare vere e proprie big, che potevano permettersi il lusso di schierare veri e propri professionisti.
Il San Giorgio, invece, ha scommesso su quella formazione che l'anno precedente era andata a vincere a sorpresa il campionato di Eccellenza. Gabriel Brugger, Harrasser, Kofler, Hansi Mair, Berndt Mair, Armin Mayr, Althuber, Pietersteiner, Unterpertinger e tutti gli altri. Tutti alla prima esperienza in serie D, proprio come gli Under Piffrader, Oberegger & Co. Sono poi arrivati alcuni giovani di belle speranze: Orfanello, Holzner, Obrist, Trottner e Rottensteiner. Questi ultimi due non hanno retto e sono partiti a dicembre, gli altri hanno vissuto una stagione da protagonisti. E poi, là davanti, sono arrivati “quei” due. Peter Mair, dal Naturno, e Thomas Bachlechner, ex Valenzana. Dopo una vita passata in C, pardon, Lega Pro, “Bach” è tornato a casa. Cambiando vita. Impiegato di giorno, calciatore la sera. E proprio lui, con le sue giocate e la sua esperienza è stato determinante per conquistare un'incredibile salvezza. Il capolavoro, poi, è stato il match di ritorno dello spareggio. Dopo la sconfitta per 3-2 di Montecchio (decisivo Peter Mair, che con la sua doppietta aveva tenuto in vita gli Jergina, sotto 3-0), il San Giorgio era obbligato a vincere in casa. Ebbene, l'ha fatto, con una prova autoritaria: sarà ancora campionato di serie D.
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