STOCCOLMA. Dopo l'illusione con la Danimarca, la Lettonia ci riporta con i piedi per terra. La strada verso la salvezza è ancora lunga, e per l'Italia non sono previste scorciatoie. Prima di affrontare i “mostri sacri” (Repubblica Ceca, Svezia e Russia) e di sperare in regali altrui, abbiamo ancora la chance di sfangarla in anticipo oggi pomeriggio (16.15, diretta su Sportitalia2) contro la Norvegia.

La sfida con i lettoni non inizia male per gli azzurri, che però dal secondo tempo in avanti concedono troppi “buchi” in difesa, perdono equilibrio tra i reparti e si fanno travolgere da avversari superiori sia tecnicamente che fisicamente.

Coach Rick Cornacchia non cambia nulla rispetto al match di domenica: il Mondiale di Christian Borgatello è già finito, Alex Egger è dunque nuovamente (e definitivamente) arretrato sulla linea dei terzini, mentre le linee offensive restano invariate con l'eccezione di Iori lasciato in panchina per 40 minuti.

In avvio c'è quasi da non crederci: nei primi minuti, infatti, la partita la fanno gli azzurri, che mettono sotto pressione la retroguardia lettone e vanno anche pericolosamente al tiro in un paio di occasioni. Sprukts e compagni, però, aspettano sornioni il momento giusto per colpire, “invitano” il Blue Team ad allungare le distanze tra i reparti, fanno girare le ali molto alte, e fanno male con le ripartenze in velocità. I brividi più grandi per Bellissimo arrivano infatti su contropiede, con la Lettonia che non perdona il minimo sbandamento tattico. Due volte Indrasis, e una volta Berzins, si presentano da soli di fronte al goalie azzurro, che però dimostra ancora una volta di essere il nostro top-player compiendo tre interventi prodigiosi.

I pericoli corsi tolgono sicurezza all'Italia, che ora tende a farsi schiacciare in difesa concedendo il fianco alle combinazioni da “mal di testa” dei talentuosi attaccanti avversari. Chiudere il primo tempo sullo 0-0 sarebbe fondamentale soprattutto dal punto di vista psicologico, ma il gol lettone è nell'aria, e arriva nel momento peggiore (a un minuto e mezzo dal termine) e nella maniera più sfortunata. Il tiro da posizione defilata di Kenins non è di quelli destinati a fare male, ma il pattino di Johnson devia il disco e mette fuori causa Bellissimo che stava chiudendo il movimento sul palo lungo. É una brutta botta per gli azzurri, che però rischiano di pareggiare a filo di sirena con Fontanive che si avventa su un disco vagante ma non trova la zampata vincente.

La musica non cambia nel secondo tempo, anzi. La pressione avversaria mette in crisi la difesa azzurra, Helfer ed Egger se la cavano di esperienza, mentre i vari De Marchi, Johnson e Larkin annaspano e vanno spesso e volentieri in bambola. Il raddoppio di Meja (dimenticato sul secondo palo) ci mette in ginocchio, De Marchi si divora il gol che riaprirebbe la partita in un contropiede due contro uno, e quando la botta dalla blu di Bartulis gonfia per la terza volta la rete della gabbia azzurra l'Italia è definitivamente in ginocchio.

Nell'ultima frazione gli azzurri non ne hanno più: altro “buco” a favorire il poker di Indrasis, Tragust rileva Bellissimo, ma deve incassare la quinta marcatura in power-play. La testa è già alla Norvegia, diretta rivale per la salvezza. Nella classifica del gruppo di Stoccolma, infatti, l'Italia occupa il sesto posto con 2 punti, uno in più della coppia Norvegia-Danimarca. L'ora della verità scatta oggi pomeriggio alla Globe Arena.

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