Trento. Alzi la mano chi se lo sarebbe aspettato. Chi ha mai pensato che dopo sei partite l’Itas Trentino avrebbe ottenuto il poco invidiabile score di due vittorie e quattro sconfitte? Chi avrebbe mai scommesso che, dopo un mercato estivo dai fuochi d’artificio e dai nomi altisonanti, Trento si sarebbe ritrovata in nona posizione in classifica, con soli sette punti su 18 e a 14 lunghezze di distanza dalla capolista Perugia, che sinora non ha lasciato per strada nemmeno un set. Un avvio del genere era francamente poco immaginabile anche dal più pessimista e menagramo dei tifosi. Eppure è così. Difficile trovare un unico colpevole o un difetto macroscopico, anche perché spesso Giannelli e compagni hanno evidenziato diversi aspetti negativi, magari subito dopo una giocata o un set di livello assoluto. Una volta è mancata la difesa, altre la ricezione, contro Perugia e Verona si sono commessi troppi errori gratuiti e domenica scorsa si è spenta la luce nel quarto set.

Allo stesso modo il patron Diego Mosna non riesce a spiegarsi i motivi di questo inizio stentato: «Non me l’aspattavo nemmeno io - ammette - e, anche se è comprensibile qualche difficoltà iniziale in una squadra nuova, non possiamo fare altro che prendere atto di una situazione complicata. Non so nemmeno io darmi una spiegazione, è disarmante ma è così. La squadra è ottima, lo staff tecnico e quello medico pure, ma accadono sempre dei momenti indefinibili che segnano a sfavore le nostre partite. A caldo dopo due sconfitte consecutive è difficile parlare, bisogna prendersi un po’ di tempo e di lucidità per cercare di capire cosa è successo, cosa sta succedendo e poi prendere eventualmente delle decisioni. Agire ora sarebbe prematuro e deleterio, l’importante è che società e squadra in questo momento siano compatti, ogni valutazione si farà a tempo debito».

Meglio attendere, insomma, lasciare che i giocatori rimangano concentrati, trovino al loro interno la forza per uscire dal momento difficile e in seguito analizzare la situazione con calma, anche perché ora la squadra si trova in Svizzera dove da domani affronterà il preliminare di Champions League e deve farlo con la massima tranquillità possibile per centrare l’obiettivo prefissato. «Non ho parlato con i ragazzi - prosegue Mosna - e non era possibile farlo. Sono partiti tre giorni fa da Trento, torneranno venerdì sera e ripartiranno nuovamente sabato mattina, è di fatto impossibile pensare di parlare loro questa settimana ed è molto complicato fare qualsiasi cosa. Ci sono due partite molto importanti nei prossimi giorni contro Amriswil e Dinamo Mosca e vediamo cosa succede, in questo momento devono stare compatti, poi nel caso parleremo tutti assieme. Ora dobbiamo lasciarli tranquilli, lasciarli pensare giorno per giorno a cosa fare e affrontare gli avversari con il miglior piglio possibile. La fiducia della dirigenza nella squadra e nello staff era, è e rimane altissima, e non potrebbe essere altrimenti. In un momento come questo dobbiamo stare tutti vicini e non perderci d’animo».

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