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SELVA GARDENA. È Hector Leonardo Paez il trionfatore della quarta edizione della Sellaronda Hero, ormai una classica della mountain bike che da quest’anno è stata promossa a tappa di Coppa del mondo della specialità marathon. Il colombiano della Bianchi sul traguardo di Selva Gardena ha bissato il successo dello scorso anno tagliandolo, dopo 84 chilometri, in solitaria. Il sudamericano nell’affascinante e suggestiva maratona ciclistica nel cuore delle Dolomiti graziata da perfette condizioni meteo, si è lasciato alle spalle il danese Søren Nissen ed il greco, campione del mondo in carica, Ilias Periklis. Annunciata vittoria della britannica Sally Bigham davanti alle italiane Elena Gaddoni e Daniela Veronesi.
L’edizione 2013 ha registrato con 3.013 partecipanti provenienti da 33 Nazioni il nuovo record di iscritti, un bel biglietto da visita nei confronti dell’UCI (federazione mondiale) in vista dei Campionati mondiali del 2015. Paez subito al comando sul Dantercëpies per poi lasciare il passaggio a Corvara a Tony Longo. Sul Campolongo sono sempre l'italiano ed il colombiano, compagni di squadra, a dettare legge con Mensi ad occupare la terza posizione virtuale davanti a Paulissen. Il duo Bianchi fa gioco di squadra con Longo che tira per innescare il successivo allungo di Paez che poi prende e se ne va. Sul Pordoi, il colombiano transita per primo con Longo attardato di quasi quattro minuti insidiato da Nissen. Prima giù dal Pordoi in picchiata verso Canazei e poi in salita verso passo Duron, il 31enne Paez è ormai solo. Ancora in spinta taglia il traguardo dopo 4 ore 32’ ma soprattutto con la gioia nel cuore perché l’eroe è ancora lui. Longo cede e finisce quarto, scalzato dal danese ma anche dall’ellenico Periklis lontani nove minuti.
«Questa è una gara dura e la vittoria ripaga tutti i sacrifici fatti per essere qui da protagonista – ha detto Paez -. La concorrenza era agguerrita, eravamo in tanti in lotta per il primo posto, poi ho accelerato e ho visto che non sono riusciti a starmi dietro». Senza storia la gara femminile. La Bigham era la grande favorita ed ha rispettato il pronostico. La campionessa del Topeak Ergon Racing si è imposta con il tempo di 4h17' precedendo di sette minuti la Gaddoni e di venti la Veronesi. La vittoria italiana arriva dalla 62 km maschile. Sul percorso breve il migliore è stato il comasco Samuele Porro, classe 1988, che ha avuto ragione del duo altoatesino formato da Fabian Rabensteiner e Daniel Jung, primo lo scorso anno. Porro ha lasciato scatenare Fabian Rabensteiner, poi lo ha ripreso e staccato, andando a prendersi la vittoria (3h40'45). Rabensteiner, specialista del cross country, e quindi di gare molto più corte, ha lottato con Jung per la seconda piazza ed è riuscito a prevalere. «Sono soddisfatto di questo risultato – ha esclamato Rabensteiner -. Non era facile affrontare una gara di questo tipo, su queste distanze, visto che sono abituato al cross country e quindi a competizioni di minor durata. Infatti dopo due ore di gara ho iniziato a fare fatica, soprattutto sul Pordoi». (m.m.)


