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BORMIO. L’Olimpiade di Alex Vinatzer si chiude con un’uscita nello slalom e con parole che non cercano scorciatoie. «Nevicava, non era facile, ma le condizioni sono uguali per tutti», dice il 26enne di Selva di Val Gardena, scegliendo la linea più diretta nel momento più complicato della sua carriera.
Il bilancio è severo e parte da una constatazione netta: «Non sono stato sul pezzo per tutti i Giochi e bisogna accettare di non essere stato all’altezza». Vinatzer spiega anche il contesto tecnico: «Sapevamo che dovevo prendermi dei rischi per tentare di lottare per una medaglia, ma il rischio non ha pagato». E la conclusione è amara: «Il mio sogno olimpico si è frantumato».
Nel suo racconto entra anche la componente mentale. «Non sono mai stato sui miei livelli, sono stati giorni sempre un po’ nervosi», ammette. «Avevo tanto peso alle spalle e forse era troppo». Poi un’altra frase che fotografa la delusione: «Ci sono stati tanti vincitori, io sono stato uno dei perdenti di questi Giochi». E aggiunge: «Posso solo ringraziare la Federazione, gli sponsor, i parenti e la mia fidanzata per avermi sostenuto». Il giudizio finale è senza appello: si dà un «voto insufficiente senza se e senza ma».
Ora l’obiettivo è ripartire. «L’unica cosa che posso fare è cambiare qualcosa e lavorare intensamente nei prossimi quattro anni», spiega. «Alle Olimpiadi contano solo le medaglie, era il mio obiettivo dall’inizio». E chiarisce: «Stare qua a partecipare non era il senso di quest’avventura. Sono troppo competitivo per farmi andare bene un piazzamento». Sul lavoro interiore non fa mistero: «Ci sono delle cose che devo rivedere dentro di me: in primis avere più fiducia, poi devo essere più bastardo in certe situazioni».
Vinatzer cita anche il percorso avviato con Mauro Pini: «Con lui abbiamo intrapreso un cammino tecnico e mentale che mi stava portando risultati in Coppa, ma è ancora molto lungo». E chiude con una frase che racconta anche la sua disciplina: «Mi trovo meglio nel gigante, sullo slalom mi porto dietro alcuni demoni del passato».


