Bolzano. La sfida è stata vinta. Il Tennis Club Comune Bolzano è riuscito ad organizzare anche in questo difficile anno il Torneo Nazionale Open maschile e femminile sui campi di Parco di Palazzo Ducale. In via Principe Eugenio di Savoia è stato applicato alla lettera l’articolato protocollo contenente tutte le norme di sicurezza che regolano lo svolgimento delle gare sul territorio nazionale inserite nei calendari ufficiali della Federtennis. Un torneo a porte chiuse, senza la presenza di pubblico, nel rispetto del protocollo in vigore dal 12 giugno ed emanato al fine di prevenire o ridurre il rischio di diffusione del virus Covid-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori a vario titolo interessati. Ingressi contingentati, con accesso ai soli “addetti ai lavori”, igienizzazione di locali, detergenti disinfettanti ove previsto, mascherine per tutti, ad eccezione dei giocatori in campo e una serie di regole e procedure, compreso il ritiro dei premi singolarmente e in autonomia dai giocatori che se li sono aggiudicati, hanno permesso lo svolgimento della manifestazione.

Il responsabile dell’organizzazione, l’infaticabile direttore di gara Peter Larcher, a “palline ferme” non nasconde soddisfazione e commozione: «Non è stato facile organizzare questa edizione. Sicuramente è stata la più impegnativa della storia in senso assoluto. L’esito finale è stato più che positivo sotto tutti i punti di vista, a cominciare dal numero di partecipanti: 95 in campo maschile, 45 in quello femminile per proseguire con la qualità degli stessi e la provenienza: oltre la metà sia tra i maschi che tra le ragazze proveniente da fuori regione. Il bilancio finale è più che positivo, sia dal punto di vista organizzativo che della qualità degli incontri. Semifinali e finali sono state di livello molto alto».

In campo maschile ad imporsi è stato Marco Bortolotti, numero 534 Atp in singolare e 239 Atp in doppio, 29 anni, nato a Guastalla. Ha iniziato a giocare a tennis a Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia preferendo il tennis al calcio nel paese di un certo Carlo Ancelotti. È cresciuto al Centro Tecnico Federale di Tirrenia. Quattro anni intensi. Il percorso di crescita è proseguito a Barcellona, all’Accademia di Bruguera: sono arrivati i primi punti Atp e poi l’approdo a Verona. Numero 534 Atp e tanta voglia di risalire la china e migliorare il best ranking (355) datato 2016. In doppio è numero 239. «Marco Bortolotti fa fatto vedere un ottimo tennis – prosegue Peter Larcher -, sfoderano grinta e ottimi colpi, un dritto potente e preciso. Non è stato da meno il suo degno rivale in finale, Giovanni Oradini, che gli ha tenuto testa fino in fondo. Due ottimi giocatori capaci di dare vita ad un match conclusivo davvero bello».

In campo femminile il successo è andato ad una grande promessa del tennis altoatesino e nazionale, la 18enne del Tc Merano Marion Viertler, venostana di Silandro, capace di vincere al Cairo, alla fine dello scorso anno, il suo primo torneo Itf, dopo essere diventata da poco maggiorenne. Gioca a tennis da quando aveva 4 anni, poi ad 8 anni ha cominciato ad allenarsi a Merano con maestro Renato Ercolani, suo coach ormai da un decennio. Colpi in back e smorzate sono il suo forte, insieme alla capacità di andare spesso a rete. «Anche la finale femminile è stata molto bella – conclude Peter Larcher – tra due ottime tenniste. Marion Viertler è stata molto concreta anche nell’incontro decisivo e l’ha spuntata in due set. Anche il tabellone femminile è stato di ottimo livello tecnico». D.M.