Bolzano. Raccogliere consensi ed affezione per una gara “estrema” come la Ötzi Alpin Marathon del 27 aprile non è facile, non si tratta della consueta sfida podistica della domenica dove ci si può tranquillamente alzare qualche ora prima e indossare le scarpette. Partecipare alla gara intitolata alla straordinaria vicenda storica della Mummia del Similaun significa essere preparati e avere con sé il serbatoio d’energia necessario a portarla a termine. Chi avesse qualche dubbio sulla propria condizione atletica non dovrà comunque temere, potrà far parte del contest altoatesino anche in staffetta, percorrendo uno dei tre tratti previsti di mountain bike, corsa o scialpinismo. I partecipanti aumentano ogni giorno di più, e gli straordinari atleti che affronteranno l’impegnativa prova sono già oltre 100, con una ventina di trittici pronti a suddividersi la fatica sul percorso di 42.2 km e 3266 metri di dislivello.

Sette nazioni in gara

Sette le nazioni ad oggi presenti, una in più del mitico “Sei Nazioni” rugbistico: Italia, Austria, Svizzera, Germania, Ungheria, Repubblica Ceca e Belgio. Gli staffettisti, costituiti in gran parte da maschi e da qualche staffetta mista, competeranno spartendosi lo sforzo nelle frazioni di mountain bike (24.2 km e 1.538 metri di dislivello), corsa (11.3 km e 495 metri di dislivello) e scialpinismo (6.7 km fino a raggiungere quota 3.212 metri), scattando da Naturno e concludendo la propria imperiosa cavalcata al ghiacciaio della Grawand, a pochi metri da dove venne ritrovata, nel 1991 dai coniugi tedeschi Erika e Helmut Simon di Norimberga, la Mummia del Similaun.

Le quote d’iscrizione per partecipare sono fisse a 80 euro oppure a 185 euro per la staffetta.

Il comitato organizzatore è da non molto anche gemellato con lo staff svizzero dell’“Inferno Triathlon”, vinto per dieci edizioni dall’atleta tedesco esperto in grandi imprese sportive Marc Pschebizin, divenuto campione del mondo amatori di Duathlon nel 1998. Da allora è anche membro della squadra nazionale duathlon tedesca. Vinse anche il prestigioso International Duathlon a Central Park, New York, e nel 1999 arrivò quarto in classifica generale nella serie Powerman della Coppa del Mondo di Duathlon. Ora Pschebizin è senz’altro divenuto più esperto, ma i titoli non sembrano bastargli, andando a conquistare anche prove ardite come le 24 ore in mountain bike e raggiungendo l’ambito traguardo del decimo successo all’Inferno Triathlon nel 2012 con un tempo di 8h.48.56. Ora nelle vesti talvolta più complicate di allenatore, Marc è tornato in sella nel 2017 dopo cinque anni di pausa conquistando il terzo posto all’Inferno Triathlon.

Il tedesco non si ferma più, dichiarando di voler vincere anche la Ötzi Alpin Marathon, ambita anche da molti altri atleti, i quali stanno chiedendo informazioni anche sul workshop che il comitato organizzatore ha allestito per far preparare al meglio gli sfidanti.

Camp tecnico

A guidare il camp tecnico in programma dall’8 al 12 aprile saranno due atleti super esperti e titolati che conoscono alla perfezione il tracciato, si tratta di Daniel Jung, uno dei migliori ultratrail-runner al mondo e bike-guide, e Roland Osele, due volte vincitore della Ötzi Alpin Marathon e papabile sfidante del prossimo evento, il quale di certo saprà consigliare al meglio i contenders. Il camp comprenderà anche un workshop informativo con un esperto di sport e salute, ampliando il pacchetto con l’aggiunta di interessanti studi sul benessere psicofisico. Grazie al camp di allenamento proposto da ASD Senales, martedì 9 aprile il tratto scialpinistico si potrà percorrere assieme a Roland Osele da Maso Corto fino alla cima del ghiacciaio Grawand, mercoledì 10 aprile si testerà il tratto in mountain bike assieme a Daniel Jung da Naturno, Monte Sole fino a Madonna di Senales, e giovedì 11 aprile si correrà in montagna spalleggiati da Daniel Jung da Madonna di Senales, Vernago, fino a Maso Corto.

Le tariffe di iscrizione al Camp ammontano a 100 euro complessivi, oppure a 30 euro per ogni singola tappa del Camp e a 25 euro per il singolo workshop, coronando poi i propri sforzi alla Ötzi Alpin Marathon. Uno studio del 2011 ha stabilito che il penultimo pasto di Ötzi fu a base di carne di stambecco, cereali e bacche, mentre l’ultimo costituito da speck di stambecco, ebbene anche il menù proposto dal comitato nel post-gara sarà altrettanto accurato, la “dieta di Ötzi” è da campioni!