PESCARA. Il Sudtirol torna dall’Adriatico con un punto che lascia tanto rammarico. Dopo una partita ben giocata, soprattutto nella ripresa, la squadra di Castori viene raggiunta all’ultimo secondo da un guizzo di Meazzi, che evita al Pescara una sconfitta pesante. Finisce 1-1 una sfida condizionata dalla pioggia e dall'equilibrio tattico, ma che i biancorossi avevano saputo indirizzare nella giusta direzione.
 

A far infuriare il tecnico altoatesino non è solo il gol subito al 95', ma il modo in cui è arrivato: su un'azione personale, figlia più dell’inerzia del momento che di una vera costruzione offensiva da parte degli abruzzesi. Una rete che cancella, almeno in parte, una prestazione molto positiva, specialmente nel secondo tempo.
 

Dopo una prima frazione avara di emozioni, con un solo tiro nello specchio (quello di Molina, respinto), è nella ripresa che il Sudtirol cambia passo. I cambi si rivelano decisivi: dentro Coulibaly e Italeng, fuori Mallamo e Merkaj. E proprio il centrocampista franco-senegalese, ex della gara, sblocca il match al 66' con un preciso rasoterra che fulmina Desplanches. Nessuna esultanza per rispetto della piazza che lo ha lanciato, ma la sensazione netta è che gli ospiti abbiano messo le mani sulla partita.
 

A confermare il dominio anche il palo centrato da Italeng, al termine di una splendida giocata personale. Nel frattempo la difesa regge bene, con un super Davì – schierato all’ultimo momento per l’infortunio nel riscaldamento di Pietrangeli – autore di una gara di grande solidità.

Ma il calcio sa essere crudele. Il Pescara, pur mai realmente pericoloso, ha il merito di crederci fino alla fine. Quando tutto sembrava deciso, Meazzi, entrato da poco, trova lo spiraglio giusto: doppio dribbling e destro secco nell’angolino. Esplode l’Adriatico, il pareggio è cosa fatta.
 

Nel finale, anche un pizzico di nervosismo: ammonito lo stesso Meazzi per essersi tolto la maglia, e qualche protesta dalla panchina altoatesina per il recupero allungato. Ma nulla cambia: 1-1, e due punti sfumati per un Sudtirol che avrebbe meritato di più.