BOLZANO. Chi, nei primi anni Novanta, ha avuto l'idea di costruire a Bolzano un palaghiaccio extralarge in zona industriale non aveva particolarmente a cuore le sorti della squadra cittadina di hockey. Questo deve essere detto fuor di metafora.  Già, perchè la crisi di pubblico dei biancorossi nasce probabilmente da qua. Il passaggio dalla storica, scomoda ma indimenticabile "casa" di via Roma, a quella lussuosa ma freddina di via Galvani, non è mai stato digerito del tutto dai bolzanini.  Pian piano la disaffezione ha preso il sopravvento sulla passione, la critica sul tifo incondizionato.  L'Hockey Club Bolzano, che una volta era un tutt'uno con la città, ora sembra essere diventato un'entità a sé stante. I giocatori hanno perso il contatto con i tifosi, che spesso e volentieri finiscono la stagione senza riuscire a dare un volto o una voce allo straniero che vedono ogni settimana in pista.  Di bolzanini, in prima squadra, ce ne sono sempre di meno (sono rimasti Hell, Egger, Zisser, Walcher e Dorigatti) e da almeno dieci anni il vivaio non riesce a "produrre" un nuovo campione fatto in casa. E poi c'è la società, presa particolarmente di mira dagli ultras, che per la prima volta da 20 anni lasciano vuota la curva nord. Quella dei Fedayn prima, e delle Mele Marce poi. Che, nel bene o nel male, con modalità più o meno condivisibili, aveva sempre presidiato il territorio garantendo un minimo di sostegno alla squadra: sia in casa che in trasferta.  Al Palaonda gli ultras ci vanno ancora ma, come successo sabato scorso, restano nel parcheggio a mangiare castagne. «Hanno raccontato di aver ridotto i prezzi degli abbonamenti - raccontano - ma non è vero. Noi dovremmo pagare 220 euro, che è la cifra che chiedono per una tessera dell'anello inferiore, ma ci troveremo costretti ad andare in una curva lontana dal ghiaccio, da cui si vede male e dove non c'è neppure il bar. Non chiediamo nulla gratis, vogliamo solo pagare il giusto. Quella degli abbonamenti, in realtà, è solo una scusa: la verità è che ci hanno voluti eliminare togliendo un altro pezzo di storia dell'hockey bolzanino».  Il tifo organizzato sta faticosamente cercando di rinascere con un gruppo (Red & White United) nato quest'estate con la benedizione della società. Il problema è che il pubblico del Palaonda è difficile da coinvolgere: la voglia di fare non manca, prova ne sia l'organizzazione delle prime trasferte a Vipiteno e Brunico, ma la strada è ancora lunga. (bolo)