Bolzano. È fine gennaio del 1992 quando Bolzano ha la sua grande sfida di Coppa Davis. Gli azzurri di capitan Adriano Panatta si affidano al veloce indoor allestito al Palasport per cercare di superare il primo turno della competizioni per nazioni contro la temibile Spagna. Si tratta di una sfida con la “s” maiuscola, un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di casa nostra, che non perdono l’occasione, animando per tre giorni (31 gennaio - 2 febbraio) le tribune del palazzetto con un tifo da stadio.
Ad esaltare l’infuocato pubblico bolzanino ci sono poi le prestazioni dei nostri, in maniera particolare di Omar Camporese, che giganteggia in campo, sia in singolare che in doppio. Il bolognese è implacabile nel match d’apertura contro Sergi Bruguera, prima che l’esordiente Cristiano Caratti porti al quinto set Emilio Sanchez. Nel doppio, poi, Diego Nargiso gioca una delle sue migliori partite di coppia e mette in crisi il biondo catalano Segio Casal. Camporese esce alla distanza e con una coppia così l’Italia cambia il suo destino. Sempre Camporese apre la terza giornata contro Sanchez che l’aveva battuto tre volte su tre, l’ultima venti giorni prima a Sydney. È una mattanza. L’azzurro vince il primo set lasciando allo spagnolo appena 4 punti su 28, Sanchez vince il primo game quando è sotto 6-0 4-0. Omar sfoggia un tennis da cineteca, sfonda col dritto e incanta anche col rovescio, il suo colpo meno solido. Finisce 6-0 6-2 6-4. Camporese dà così all’Italia il passaggio al secondo turno e toglie a Caratti la responsabilità di giocare il singolare decisivo. P.G.
Ad esaltare l’infuocato pubblico bolzanino ci sono poi le prestazioni dei nostri, in maniera particolare di Omar Camporese, che giganteggia in campo, sia in singolare che in doppio. Il bolognese è implacabile nel match d’apertura contro Sergi Bruguera, prima che l’esordiente Cristiano Caratti porti al quinto set Emilio Sanchez. Nel doppio, poi, Diego Nargiso gioca una delle sue migliori partite di coppia e mette in crisi il biondo catalano Segio Casal. Camporese esce alla distanza e con una coppia così l’Italia cambia il suo destino. Sempre Camporese apre la terza giornata contro Sanchez che l’aveva battuto tre volte su tre, l’ultima venti giorni prima a Sydney. È una mattanza. L’azzurro vince il primo set lasciando allo spagnolo appena 4 punti su 28, Sanchez vince il primo game quando è sotto 6-0 4-0. Omar sfoggia un tennis da cineteca, sfonda col dritto e incanta anche col rovescio, il suo colpo meno solido. Finisce 6-0 6-2 6-4. Camporese dà così all’Italia il passaggio al secondo turno e toglie a Caratti la responsabilità di giocare il singolare decisivo. P.G.

