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MERANO. La partita risale al 20 novembre, l’episodio è finito sotto i riflettori ieri attraverso un comunicato della Lega e la ferma presa di posizione dell’Hc Merano Pircher. L’incontro metteva di fronte, alla Meranarena, i bianconeri di casa e i Red Bull Hockey della Salzburg Academy Juniors, valido per l’Alps Hockey League. Si è concluso con una circostanza che nulla ha a che vedere con i valori dello sport. Al termine del match, durante la stretta di mano tra le due squadre, un giocatore della formazione ospite è stato raggiunto da insulti razzisti provenienti da uno sparuto gruppo — pare tre persone, dissociate dai supporter bianconeri organizzati — posizionati dietro le balaustre.
Il fatto, avvenuto in un momento generalmente dedicato al rispetto reciproco tra atleti, ha suscitato immediate reazioni all’interno dell’impianto. Lo staff di sicurezza della Meranarena è intervenuto per ricostruire quanto accaduto e per individuare i responsabili degli insulti. Le persone coinvolte sono state identificate in tempi rapidi e nei loro confronti è stato emesso un divieto di accesso allo stadio, misura che la società ha definito «necessaria e doverosa».
La notizia ha spinto l’Alps Hockey League ad aprire già nella stessa serata un’indagine formale. La Lega ha raccolto le dichiarazioni dell’Hc Merano, dei Red Bull Hockey Juniors e della terna arbitrale, mettendo insieme una ricostruzione dei fatti. Dopo l’esame del materiale, la Commissione Disciplinare ha inflitto una sanzione economica alla società bianconera per l’accaduto.
Nel comunicato diffuso dalla Lega emerge un tono fermo e inequivocabile: qualsiasi forma di razzismo, xenofobia o discriminazione viene «categoricamente respinta», sottolineando come la Lega stessa si impegni da anni per promuovere un ambiente sportivo fondato sui valori della diversità, del rispetto e delle pari opportunità.
Si accoda l’Hc Merano che condanna fermamente questo comportamento «e si schiera decisamente contro ogni forma di razzismo e discriminazione, che non hanno alcun posto nel nostro sport né nella nostra società. Le persone coinvolte sono state identificate dal personale di sicurezza e hanno ricevuto un divieto di accesso allo stadio. Come società, porgiamo le nostre scuse al giocatore coinvolto e alla sua famiglia e faremo tutto il possibile affinché un simile episodio non si ripeta».


