PASSO LAVAZÈ. Sono i colori della Romania a svettare sul gradino più alto del podio della 41esima edizione della Lavazeloppet, la classica fiemmese che fa storicamente da prologo alla Marcialonga di Fiemme e Fassa. La corona d'alloro del vincitore è finita al collo dei due atleti della nazionale rumena Paul Pepene e Timea Lorincz, con i due atleti di casa Antonella Confortola e Mauro Brigadoi rispettivamente seconda e terzo. Pepene, già secondo dodici mesi fa, è riuscito a centrare il bersaglio grosso e a mettere in riga i 320 partecipanti alla gara ottimamente organizzata dall'Us Lavazè Varena. Gli atleti al via, in rappresentanza di dodici nazioni, si sono confrontati in tecnica classica sul percorso originale di 22 km disegnato sulla pista Campiol, con passaggi dalle malghe Costa e Ora. Il gruppetto dei migliori, composto da una quindicina di atleti, ha subito preso il largo, trainato dai portacolori del Team Futura, del Team Robinson Trentino e delle nazionali di Romania e Spagna, queste ultime in ritiro all'albergo Dolomiti di Passo Lavazè per preparare l'appuntamento olimpico di Pyeongchang.

Sulla salita che porta da Malga Costa al Campiol, Pepene ha operato un primo forcing, per poi involarsi in solitaria verso il traguardo (tagliato con il tempo di 55'13”) grazie a un nuovo attacco, sferrato lungo la salita che conduce a malga Ora. Il suo connazionale Petrica Hogin e Mauro Brigadoi hanno provato a resistere alla sua azione, ma sono stati costretti ad alzare bandiera bianca e hanno chiudendo in seconda e terza posizione con un ritardo di 30” e di 1'16”. Più staccati tutti gli altri, con il sempreverde altoatesino del Team Futura Reinhart Kargruber ottimo quarto a 2'41”, seguito al quinto posto da Mark Pollack (a 3'41”). In campo femminile, invece, a fare la voce grossa è stata la classe 1992 Lorincz Timea, che ha portato a termine la propria prova in 1h26', distanziando di poco più di un minuto la sempre combattiva Antonella Confortola, ex azzurra ora in forza allo Sci club Sportful. Terza piazza per la spagnola Lydia Iglesias.