BOLZANO. Il ritorno pubblico di Alex Schwazer sulla strada verso la riabilitazione sportiva parte dal cortile di un carcere. Sarà quello della famosa casa circondariale di Rebibbia a Roma. Domenica mattina il marciatore altoatesino sarà presente alla popolarissima Vivicittà, manifestazione podistica giunta alla 32esima edizione che si svolge in contemporanea in 45 città italiane, nove straniere ed in altri due istituti di pena. Schwazer non sarà solo. Infatti, oltre alla presenza di Sandro Donati, il paladino della lotta al doping, garante del ritorno alle gare del suo nuovo ed illustre allievo che lo segue ormai da un mese, ci sarà anche quella prestigiosa del numero uno dello sport italiano, Giovanni Malagò. La presenza del presidente del Coni, che ha plaudito al progetto di collaborazione tra Donati e Schwazer, può considerarsi significativa nel non impossibile, anche se non facile, iter verso una possibile partecipazione alle Olimpiadi di Rio 2016. Il campione olimpico della 50 chilometri di marcia di Pechino 2008, trovato positivo all’eritropoietina il 30 luglio 2012, è squalificato fino al 29 aprile 2016. Va ricordato che Alex, per non incorrere in violazioni, non potrà partecipare alla gara (correndo o marciando) che si terrà all’interno di Rebibbia. Infatti, l’ente che organizza Vivicittà è l’Unione Italiana Sport per Tutti in stretta collaborazione con la Federazione Italiana di Atletica Leggera che è un firmatario del codice Wada. Insomma, sarà uno Schwazer, anche se in tenuta sportiva, in versione spettatore. Come ha spiegato il presidente della Uisp, Vincenzo Manco la presenza del marciatore altoatesino è simbolica ed è stato proprio lo storico ente che organizza la corsa popolare ad invitare Alex. In attesa di conoscere gli sviluppi circa la sospensione della squalifica richiesta da Schwazer tramite i suoi legali, stando all’attuale squalifica l’oro olimpico Pechino 2008 non potrà gareggiare fino al 29 aprile 2016 e frequentare impianti sportivi fino a due mesi prima della scadenza. Tra i presenti a Rebibbia ci sarà anche Giorgio Calcaterra, ultramaratonenta italiano che sul rientro alle gare di Schwazer finalizzato anche alla partecipazione ai Giochi di Rio 2016, non è stato proprio morbido. “Secondo me chi si è dopato non deve più vestire la maglia azzurra o percepire premi in denaro – ha detto il 43enne runner romano capace di vincere due titoli mondiali sulla 100 km e di vincere ben nove edizioni della 100km del Passatore -. Ritornare con Donati? A questa idea mi devo ancora abituare. Io penso che si può tornare a correre, tutti devono avere una possibilità di riabilitazione, sempreché siano davvero disponibili a compiere questo percorso. E non so in che modo possa avvenire. In ogni caso, servono punizioni severe, perché si deve far capire quanto sia grave il reato compiuto”.