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ROMA. Sono attese per oggi le sentenze di primo grado del secondo (relativo all’inchiesta di Cremona) e terzo (relativo all’inchiesta di Bari) processo sportivo stagionale sullo scandalo del calcioscommesse.
Dopo aver accolto i patteggiamenti proposti da 7 club e 20 tesserati, la Commissione Disciplinare Nazionale deve ora giudicare le posizioni di 6 società e 25 tesserati, deferiti dalla Procura federale.
L’attesa è grande soprattutto per la Juventus, l’allenatore Antonio Conte e i calciatori Leonardo Bonucci e Simone Pepe. Tutti e tre, è giusto ricordarlo, sono stati deferiti dalla Procura federale per fatti antecedenti al trasferimento nel club bianconero, ma ora rischiano squalifiche pesanti.
La situazione più complicata, a giudicare dalle indiscrezioni trapelate nelle ultime ore, è proprio quella di Conte, rinviato a giudizio dal procuratore Stefano Palazzi per non aver denunciato - quando sedeva ancora sulla panchina del Siena - le presunte combine delle partite giocate dal club toscano contro AlbinoLeffe e Novara nel maggio 2011. Sfumato il patteggiamento concordato con l’accusa - 3 mesi di squalifica e 200 mila euro d’ammenda - perchè ritenuto «non congruo» dai giudici, ora Conte rischia un lungo stop e forse anche la panchina della Juventus.
La Disciplinare, infatti, ha già mostrato nell’ultimo processo di ritenere attendibile l’ex calciatore del Siena Filippo Carobbio, grande accusatore del tecnico bianconero, e per questo sembra orientata ad accogliere le tesi dell’accusa, forse con un leggero sconto di pena rispetto ai 15 mesi chiesti da Palazzi.
Perdere Conte sarebbe certo un grande problema per la Juventus: nonostante la decisione non sia comunque definitiva - entro il 25 agosto verrà celebrato il processo d’appello e arriveranno le sentenze di secondo grado - la Juventus sembra già pronta per l’eventualità peggiore, come dimostrano le voci sulla possibile uscita dei legali del club dal collegio difensivo del tecnico.
Se per Conte la situazione appare complessa, le posizioni di Bonucci e Pepe all’interno del processo sembrano invece alleggerirsi, nonostante le pesanti richieste avanzate da Palazzi: 3 anni e 6 mesi per il difensore della Nazionale, un anno per l’esterno offensivo ex Udinese.
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