BOLZANO. Nella settimana dell’uscita dai Top 100 del mondo dopo sette anni, quella che ogni tennista abituato ai salotti maestosi dei ranking Atp vorrebbe rinviare a data da destinarsi, Andreas Seppi ritrova un sorriso nella lontana Turchia e forse anche la spinta vigorosa per tornare subito nei migliori 100 della terra.

Al debutto nell’“Antalya Open”, neonato torneo ATP World Tour 250 con un montepremi di 493.005 dollari, ultimo appuntamento utile, insieme ad Eastbourne, per rifinire la preparazione in vista di Wimbledon, il 33enne di Caldaro, ora numero 102 Atp, ha sconfitto in due set il modesto polacco Kamil Majchrzak, numero 279 del ranking mondiale, proveniente dalle qualificazioni. Un successo che ha confermato il momento in chiaroscuro del tennista azzurro, capace di dominare la scena nel primo set, vinto 6-2, prima di perdere per larghi tratti del secondo la bussola. Alla fine il tie-break ha premiato la maggior forza dell’altoatesino, che ha chiuso 7-1 e ora se la vedrà con il serbo Tipsarevic, il quale rievoca bei ricordi all’allievo di Massimo Sartori. Sei anni fa, esattamente il 18 giugno del 2011, Seppi vinse infatti la finale di Eastbourne proprio contro il serbo, conquistando il suo primo titolo Atp della carriera.

Quei momenti d’oro per Seppi sembrano ormai passati. Lunedì, all’aggiornamento del ranking, l’uscita del caldarese dai magnifici 100 del mondo ha fatto scalpore. Il tempo, però, è spesso tiranno per i tennisti, anche per il 33enne Seppi, al quale però nessuno si è permesso e mai si permetterà di fare processi. Il dato però è inequivocabile e fotografa un momento di forte difficoltà per Andreas, che dall’exploit di gennaio sul cemento degli Australian Open (sconfitto poi agli ottavi da un certo Stan Wawrinka) ha perso fiducia e sicurezza nei suoi mezzi, non riuscendo più a ritrovare la retta via. Di mezzo, va detto, c’è stato un momento che l’altoatesino non dimenticherà mai, il matrimonio con la sua Michela, ragazza gardenese con la quale Seppi è convolato a nozze il 10 settembre 2016. Da lì, forse (e giustamente), il tennista azzurro capace di scrivere dieci anni di grandi risultati a livello internazionale (è l’unico italiano nella storia del tennis nostrano ad essere rimasto per 11 anni nei primi 100 del ranking iridato) ha deciso di rallentare, frenato anche da un naturale calo fisiologico e da un’anca che mai gli ha concesso tregua negli ultimi due anni. Lui, tennista con la “testa” perfetta per fare strada in un mondo, quello dell’Atp, che premia solo chi ha costanza in quantità industriale, ha deciso di allentare la corda, di pensare anche ad altro, dopo una vita intensissima, fatta di viaggi, sacrifici, passione, con tre titoli Atp in tasca e oltre 8 milioni di dollari di premi raggiunti in carriera. Non ha vinto uno Slam come Nicola Pietrangeli o Adriano Panatta Seppi e nemmeno ha raggiunto i primi 10 del mondo come Corrado Barazzutti, ma sulla longevità “Seppone” li mette in fila tutti. Adesso sull'erba, la sua superficie preferita, potrebbe dimostrare che il canto del cigno è ancora lontano. Intanto vederlo fuori dai 100 fa impressione. Sarà un episodio, forse non tornerà più quello di una volta, ma Andreas Seppi, di certo, non mollerà la presa. (laco)

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