BOLZANO. L’hockey italiano perde una delle sue menti più illuminate, una figura che ha fatto la storia di questa disciplina. Magari non eccelso come giocatore, ma grandissimo come presidente e general manager. Stefan Prinoth, gardenese, 67 anni, quasi 50 passati nel mondo dell’hockey, è morto domenica sera dopo una lunga malattia.

Personaggio di spicco dell’hockey gardenese, è stato uno degli artefici di tre scudetti, conquistati dalla società ladina nel 1976, 1980 e 1981. Erano gli anni in cui le Furie contendevano al Bolzano il palcosecnico tricolore con derby sentiti che riempivano il palazzo del ghiaccio di via Roma e quello di Ortisei. Sull’onda dell’entusiasmo per una Nazionale che cresceva a vista d’occhio e che propio nel 1981, a Ortisei, ottenne la promozione al Mondiale di gruppo A (l’élite internazionale). E da dirigente della Fisg Prinoth fu poi uno degli artefici dell’organizzazione dei Mondiali di gruppo A in Italia.

Prinoth se ne è andato in punta di piedi, sconfitto da un male incurabile, che ha combattuto fino alla fine con grande dignità e caparbietà. Quella che ha sempre messo nella sua vita, dedicata alla famiglia, al lavoro e alla sua grande passione: l’hockey su ghiaccio.

In Val Gardena ha contribuito in maniera determinante ai successi della compagine ladina. Nel 1976, come direttore sportivo, ha centrato il secondo scudetto nella storia della società rossoblu. Non un episodio isolato, perchè le “Furie” hanno continuato a rimanere ai vertici dell’hockey italiano anche negli anni successivi: Prinoth era sempre lì, in prima fila, e nel ruolo di general manager festeggiò per due anni filati, nelle stagioni 1979/80 e 1980/81, gli ultimi due tricolori della storia gardenese.

Titolare insieme ai figli della ditta Prifa, importatrice di attrezzature sportive, Prinoth ha continuato a rimanere fedele alla sua grande passione, vivendola spesso dietro le quinte, ma lavorando attivamente in tanti anni di militanza. Dal 2008 al 2011, per un triennio, era tornato in sella alla società, nel ruolo più importante e delicato, quello di presidente, carica che aveva ricoperto per un anno prima che la malattia lo costringesse a passare la mano.

L’attuale squadra gardenese, l’Hockey Club Gherdeina, è l’emanazione diretta dell’Hc Gardena, gia Hc Ortisei, che rischiò di sparire dalla scena hockeystica nazionale quando una frana, nel 1999, distrusse il palaghiaccio di Ortisei, allora sede della società. In quello stesso periodo pure l’altra società della valle, l’Hc Selva, si trovava in difficolatà e Prinoth fu uno degli artefici della fusione. Un’unica società per tutta la valle, dapprima l’Hc Selva Gardena 2000 e poi l’attuale Hc Gherdeina. Che magari non è più ai vertici nazionali ma rimane un serbatoio inesauribile di giovani talenti. Come ebbe a dire lo stesso Prinoth in un’intervista: «L’hockey assieme allo sci fa parte della cultura della nostra valle, e noi ai giovani dedichiamo molti soldi e molta attenzione».

In un comunicato, l’HC Gherdeina «ringrazia di cuore Stefan per tutto quello che ha fatto per la comunità hockeyistica gardenese negli ultimi anni. Grazie di tutto Stefan, resterai per sempre uno di noi». (gdc)